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La terapia dello scompenso cardiaco – Sinergie tra terapia elettrica e farmacologica

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Data/Ora: 15 Giugno 2019 / 8:15 - 17:00
Indirizzo: Viale della Valletta 180 - 15100 Spinetta Marengo Italia
Sede: Spinetta Marengo (AL) - Hotel Diamante Alessandria


Lo scompenso cardiaco è una condizione ad elevata prevalenza nella popolazione generale dei paesi industrializzati, con un forte impatto socio-sanitario. Si stima che ne siano affetti in forma cronica ad oggi in Italia circa 600.000 pazienti .La frequenza di questa patologia raddoppia ogni decade di età e dopo i 65 anni colpisce circa il 10% della popolazione. Lo scompenso nel nostro Paese occupa il primo posto fra i DRG ospedalieri, rappresentando il 2,4% del costo totale, vale a dire quasi 600 milioni di euro/anno, oltre il 2% del fondo sanitario nazionale. E’ anche la patologia che causa il maggior numero di giornate di ricovero, con una mediana di otto giorni a episodio. Il 4-7% dei pazienti che non sopravvivono all’evento acuto, circa il 25-28% dei pazienti muore entro 1 anno, il 50% entro 5 anni. Il costo medio di un’ ospedalizzazione (nella metà dei casi per motivi non cardiovascolari) è di circa 9.000 euro, mentre il costo/anno di un paziente che non si ricovera si riduce a 350/600 euro.

La prevenzione delle ospedalizzazioni quindi, insieme con quella della mortalità e del miglioramento funzionale e qualità di vita del paziente, rappresentano obiettivi primari della terapia evidence based, insieme a più alti livelli di aderenza alla terapia, cosa che favorisce il raggiungimento degli endpoints clinici. Rispetto alle indicazioni delle Linee Guida, l’ottimizzazione farmacologica nella pratica clinica è ancora subottimale, come mostrano i dati sia delle società scientifiche cardiologiche che internistiche. Oggi tra le strategie terapeutiche, è disponibile una nuova classe di farmaci,detta ARNI ovvero inibitore del recettore dell’angiotensina e della neprilisina. Questa nuova associazione è da un lato di agire sulle cause della malattia, dall’altro dall’altro di potenziare i sistemi neuro ormonali capaci di proteggere il cuore. L’obiettivo di questo corso è quello di analizzare il ruolo del trattamento con Sacubitril/Valsartan nel paziente con scompenso cardiaco e ridotta frazione di eiezione (< 40%) e di valutare le sinergie fra trattamento farmacologico e trattamento elettrico (CRT-P, CRT-D, ICD e procedure ablative) nel paziente con scompenso cardiaco; il corso si propone inoltre di approfondire le modalità di implementazione delle nuove linee guida ESC e l’algoritmo decisionale del paziente con scompenso cardiaco e frazione di eiezione ridotta che resta sintomatico nonostante terapia farmacologica (beta bloccante + ACE inibitore o ARB) ed elettrica ottimale.

Programma (PDF: 6,1 Mb)

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