Dalla letteratura

Impianto di ICD: un giorno non vale l’altro

Eseguire l’impianto del defibrillatore cardiaco nelle ore pomeridiane e serali o nel fine settimana si associa a un più alto rischio di complicanze o di degenze ospedaliere più lunghe. È quanto emerge da uno studio osservazionale statunitense pubblicato sull’American Heart Journal.

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Gestione della cardiomiopatia aritmogena

La diagnosi e la terapia della cardiomiopatia aritmogena rimangono una importante sfida della moderna Cardiologia: come sottolineano Alessandro Zorzi e colleghi dell'Università di Padova sul Giornale Italiano di Cardiologia, è necessario fare ancora molti progressi per capire la genetica, la patobiologia e la storia naturale della malattia. Sono necessari studi prospettici a lungo termine su ampie popolazioni di pazienti che dimostrino l’efficacia della terapia.

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Fibrillazione atriale e ictus cerebrale silente

Secondo una revisione pubblicata sugli Annals of Internal Medicine la fibrillazione atriale potrebbe raddoppiare il rischio di infarto cerebrale silente. Ma non è chiaro se la terapia anticoagulante previene i piccoli infarti cerebrali.

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RE-LY: solo piccole correzioni?

A fine settembre, in una lettera al NEJM, gli investigator di RE-LY chiariscono che una revisione dei dati ha cambiato di poco gli esiti dello studio sulla sicurezza del dabigatran. In questi giorni sono stati pubblicati i risultati di nuove analisi sulla sicurezza del nuovo anticoagulante.

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Un difficile quesito: CRT-D o CRT-P?

In assenza di tachiartimie ventricolari la normalizzazione della frazione di eiezione del ventricolo sinistro può essere considerata un’indicazione al downgrading da CRT-D a CRT-P al momento dell’esaurimento della batteria. Nuove evidenze dall’ultima analisi post hoc di MADIT-CRT pubblicata sulla rivista Circulation.

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PROSE-ICD, alla ricerca di nuovi biomarcatori

Migliorare la selezione dei pazienti che probabilmente non beneficeranno dell’impianto di ICD in prevenzione primaria adottando un set biomarcatori proteici dell’infiammazione, dell’attivazione neuroumorale e di danno cardiaco. In anteprima online su Circulation i risultati di uno studio statunitense.

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Buone nuove da X-VeRT

Rivaroxaban in monosomministrazione giornaliera è un’alternativa efficace e ben tollerata rispetto agli antagonisti della vitamina K per proteggere i pazienti con fibrillazione atriale sottoposti a cardioversione. I risultati dello studio X-VeRT pubblicati sulla rivista European Heart Journal e presentati al Congresso dell'ESC a Barcellona.

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Con il quadripolare migliora la CRT

Meno complicanze e più sicurezza con l'elettrocatetere ventricolare sinistro quadripolare nella terapia di resincronizzazione. I risultati preliminari dello studio randomizzato MORE-CRT presentati al recente Congresso dell’ESC.

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Il Wolff-Parkinson-White nell’era dell’ablazione

La prognosi del Wolff-Parkinson-White dipende essenzialmente dalle anomalie elettrofisiologiche delle vie accessorie piuttosto che dai sintomi. L’ablazione preventiva mediante radiofrequenza può migliorare gli outcome a lungo termine, anche nei pazienti asintomatici. I dati italiani su Circulation.

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IN-TIME: i vantaggi dell’home monitoring

L’home monitoring migliora gli outcome clinici dei pazienti con scompenso cardiaco con impianto di ICD o di CRT-D. Più bassa la mortalità rispetto al solo monitoraggio standard con visite periodiche programmate. Sul Lancet i risultati del trial randomizzato IN-TIME presentati all'ESC 2014.

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Punti di forza e di debolezza della CRT leadless

In occasione del XVI Congresso Nazionale dell'AIAC, Mauro Biffi fa il punto sulle potenzialità e sui limiti della terapia di resincronizzazione cardiaca mediante tecnologia leadless.

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Bioetica e device impiantabili. Un’area AIAC dedicata

La presentazione dell'Area di Bioetica di AIAC, nata con l'obiettivo di chiarire le tematiche - dal rapporto medico/paziente all'equità nell'accesso alle cure - relative ai problemi morali inerenti l’assistenza sanitaria, la ricerca biomedica e l’innovazione tecnologica in ambito sanitario.

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Nasce il progetto AIAC ACADEMY

L’AIAC ha avviato un progetto finalizzato alla formazione continua e al training dei giovani nelle metodiche interventistiche. Si richiede quindi ai centri aritmologici italiani la disponibilità ad accogliere giovani cardiologi per degli stage di perfezionamento.

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