Dalla letteratura

Il rapporto costo-efficacia della terapia con ICD

Una ricerca pubblicata sull'European Heart Journal conclude che in Europa la terapia con ICD è vantaggiosa in termini di rapporto costo-efficacia rispetto ad una strategia terapeutica senza ICD. Ma servono altre ricerche per chiarire l'appropriatezza dell’utilizzo di ICD e migliorare la stratificazione del rischio.

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La sindrome del QT lungo: betabloccanti a confronto

I betabloccanti non si equivalgono nel trattamento della sindrome del QT lungo di tipo 1 e di tipo 2. Uno studio multicentrico pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology conclude che il propranololo è il più efficace in termini di riduzione dell'intervallo QTc. Nei pazienti sintomatici il metoprololo si associa a un maggior rischio di eventi cardiaci rilevanti.

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Con la digossina aumenta il rischio di mortalità?

Un’analisi post-hoc dello studio AFFIRM mette in discussione l’impiego della digossina nei pazienti con fibrillazione atriale. I risultati pubblicati sull’European Heart Journal evidenziano un aumento della mortalità associata al farmaco.

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Come ridurre le terapie inappropriate con ICD

Buone nuove da MADIT-RIT: il tipo di programmazione dei defibrillatori impiantabili può prevenire le terapie inappropriate e dimezzare i casi di mortalità nei pazienti con impianto di ICD in prevenzione primaria, a un follow up di un anno e mezzo. I risultati sono stati presentati all’American Heart Association 2012 Scientific Session e pubblicati sul New England Journal of Medicine.

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FA: meno ictus con il controllo del ritmo

Uno studio osservazionale pubblicato su Circulation conclude che i pazienti con fibrillazione atriale trattati con terapia per il controllo del ritmo hanno un minor rischio di ictus/TIA, rispetto ai pazienti trattati per il controllo della frequenza.

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Dalla fibrillazione atriale alla demenza

Il binomio fibrillazione atriale e demenza è oggetto di studio e dibattito all’interno della comunità medico-scientifica. Una meta-analisi pubblicata su Heart Rhythm conclude che indipendentemente da altri fattori i pazienti con fibrillazione atriale hanno un maggior rischio di demenza.

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    Ablazione della fibrillazione atriale, prima è meglio

    Un gruppo di ricerca belga ha analizzato i dati relativi a 1000 pazienti sottoposti ad ablazione della fibrillazione atriale per indagare gli outcome associati ai diversi intervalli di tempo tra diagnosi e procedura.

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      Un sensore indossabile per la gestione della fibrillazione atriale

      Uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology ha valutato l’accuratezza di Kardia Band, un cinturino compatibile con Apple Watch, nell’individuare episodi di fibrillazione atriale.

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        Ablazioni transcatetere, lesioni più brevi e con potenza maggiore?

        Un gruppo di ricerca dell’Harvard Medical School di Boston ha valutato – su modelli animali – l’efficacia e la sicurezza associate a procedure di ablazione a radiofrequenza caratterizzate da potenza elevata e durata ridotta (HP-SD).

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