Dalla letteratura

Paziente con mutazione della lamina A/C ad alto rischio

Le laminopatie costituiscono un gruppo di patologie ereditarie rare, clinicamente eterogenee, accomunate da mutazioni del gene lmna che codifica per la pre-lamina A e per la lamina C, i principali componenti della lamina nucleare della membrana nucleare interna. Alcune di queste patologie sono di natura cardiologica e aritmologica.

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Ablazione transcatetere della tachicardia ventricolare nell'anziano? Anziano sarà lei!

Esiste una marcata discrepanza fra i pazienti reali e quelli arruolati nei trial clinici, che generalmente tendono ad escludere o rappresentare in maniera insufficiente la popolazione anziana per una serie di motivi, quali la presenza di comorbidità o il deterioramento cognitivo. Tali limiti metodologici si possono riscontrare anche nei principali trial clinici che riguardano l’ablazione transcatetere della tachicardia ventricolare. Uno studio recente, pubblicato su Europace, ha valutato la sicurezza e l’efficacia dell’ablazione transcatetere della tachicardia ventricolare in una popolazione di pazienti anziani.

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Paziente con fibrillazione atriale anticoagulato… ma sotto controllo

Uno studio pubblicato sul Journal of American College of Cardiology sottolinea che i pazienti con fibrillazione atriale beneficerebbero di un programma terapeutico multidimensionale, cioè che non si limiti alla terapia anticoagulante ma si indirizzi alla molteplicità delle comorbidità che frequentemente accompagnano la fibrillazione atriale (1).

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Il controllo aggressivo della pressione prima dell'ablazione

Trattare il paziente iperteso con una terapia aggressiva nei mesi precedenti la prevista ablazione della fibrillazione atriale non garantisce un maggior controllo dei valori pressori né un minor rischio di recidive dell’aritmia. È quanto emerge dai risultati dello studio SMAC-AF presentati a New Orleans, all'American Heart Association's Scientific Sessions 2016.

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S-ICD vs TV-ICD: sicurezza ed efficacia a lungo termine

Secondo le linee guida correnti della Società Europea di Cardiologia (1), l’impianto del defibrillatore sottocutaneo è indicato in classe IIa nei pazienti che non necessitano di pacing anti-bradicardia, terapia di resincronizzazione cardiaca e pacing anti-tachicardia ed in classe IIb nei pazienti giovani, in caso di accesso venoso difficoltoso o come sostituto di un ICD transvenoso in seguito ad infezioni del sistema. Uno studio recente, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, ha valutato gli outcome a lungo termine in due popolazioni omogenee di pazienti sottoposti ad impianto di ICD transvenoso o sottocutaneo.

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