Interviste

Ablazione transcatetere per la fibrillazione atriale: una procedura di prima o seconda linea?

A colloquio con Pasquale Santangeli, Luigi Di Biase e Andrea Natale, co-autori di un’analisi delle attuali evidenze dell’ablazione transcatetere come terapia di prima linea della fibrillazione atriale pubblicata sul Giornale Italiano di Cardiologia. L'analisi dimostra che  l'ablazione transcatetere è superiore ai farmaci antiaritmici come terapia di prima linea in pazienti giovani con FA parossistica sintomatica senza cardiopatie associate (1). Ma questa procedura ha un rapporto costo-beneficio favorevole? Estendere le indicazioni dell’ablazione transcatetere per il trattamento della fibrillazione atriale è fattibile in un contesto italiano differente da altre realtà come quella americana?

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Report del sondaggio sull’utilizzo della terapia anticoagulante orale

Il sondaggio è stato attivo dal 1 luglio al 28 settembre 2012 presso il sito AIAC ed hanno partecipato 107 colleghi, che riflettono il pensiero di un gruppo di medici specialisti, in quanto il 52% del totale dei responders era rappresentato da cardiologi ospedalieri ed il 37% da aritmologi. Il 75% dei responders aveva età superiore a 45 anni e le risposte sono giunte soprattutto da cinque regioni italiane: Lombardia (15%), Piemonte (12%), Veneto, Sicilia e Toscana (10% ciascuna).

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Pazienti portatori di device sottoposti ad interventi chirurgici o altre procedure mediche: che fare?

Il documento di consenso per la gestione di questi pazienti della Heart Rhythm Society e dell'American Society of Anesthesiologists nasce da un'ampia revisione della letteratura. Tuttavia in assenza di trial randomizzati sul tema, le indicazioni raccolte nel documento scaturiscono dall'esperienza del gruppo di lavoro e non prevedono livelli di raccomandazione. L'utilità è quella di fornire delle indicazioni aggiornate relativamente alla gestione dei pazienti portatori di device che devono essere sottoposti a particolari procedure interventistiche.

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Un appuntamento mensile

Cari Soci e cari Amici dell'AIAC, una delle principali attività della nostra società scientifica è promuovere la cultura aritmologica. Comunicare e condividere sono quindi due prerequisiti necessari per la crescita di una società scientifica. Lo scorso anno la nostra Associazione ha rinnovato il proprio sito web nell’ottica di renderlo un luogo di incontro e scambio d’informazione per gli associati e, in generale, per chiunque abbia interesse per l'Aritmologia. Questo rinnovamento sta continuando e si esprime ora con la pubblicazione di una newsletter mensile dell'AIAC

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ICD secondo appropriatezza

Intervista a Massimo Zecchin, Responsabile di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione del Dipartimento Cardiovascolare, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Trieste, sull'ottimizzazione della terapia medica nei pazienti con cardiomiopatia dilatativa idiopatica rispondenti ai criteri di impianto.

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Il “nuovo” Congresso AIAC

Intervista a Gianluca Botto, Direttivo Nazionale AIAC, Unità Operativa di Elettrofisiologia, Ospedale Sant'Anna Como. Il Congresso dell’AIAC diventa annuale. Quali sono le ragioni di questo cambiamento? Nel campo dell’Aritmologia e della Cardiostimolazione l’evoluzione delle terapie e della tecnologia è tale per cui un appuntamento biennale rischia di farci perdere l’opportunità di analizzare il “nuovo” in tempo reale. Dunque, l’Associazione…

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L’AIAC di domani. Uno sguardo al futuro dell’Associazione

In occasione del XVI Congresso Nazionale dell'Associazione, Gregory Dendramis - cardiologo dell'Ospedale Civile Pietro Cosma di Padova e membro dell'Area Giovani dell'AIAC - racconta quanto emerso dall'evento AIAC Futuro. 

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Storm aritmico e blocco percutaneo del ganglio stellato

Intervistato in occasione del XVI Congresso dell'AIAC, Enrico Baldi - cardiologo della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia - descrive il suo studio che gli è valso il Premio Giuseppe Maccabelli. 

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Verso una terapia di resincronizzazione con QRS “quasi-normale”

Intervistato in occasione del XVI Congresso nazionale dell'AIAC, Giovanni Coluccia - cardiologo dell'Ospedale del Tigullio di Lavagna (Genova) - descrive lo studio che gli è valso il premio "Le idee di Luigi Padeletti".

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