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Fibrillazione atriale, il ruolo del loop recorder

In occasione del XV Congresso Nazionale dell’AIAC, abbiamo chiesto a Giovanni Bisignani, dell’UO di Cardiologia dell’Ospedale di Castrovillari, di descrivere il ruolo del loop recorder nella gestione dei pazienti con fibrillazione atriale e le maggiori sfide in questo ambito.

“Una svolta importante nell’uso del loop recorder è stata data dalla pubblicazione sul New England Journal of Medicine nel 2014 dello studio CRYSTAL AF (1)”. Questo studio, infatti, ha dimostrato che l’impianto di un looprecorder in pazienti con un ictus criptogenetico permette di diagnosticare un numero maggiore di casi di fibrillazione atriale.

Tuttavia, sostiene Bisignani, le domande aperte sono ancora molte: “Il rilevamento della fibrillazione atriale in questi pazienti è utile per avviare una terapia anticoagulante? Quando questa dev’essere avviata? È utile per ridurre il rischio di ictus? E quanto lunga dev’essere la fibrillazione atriale?”.

Bibliografia

1. Sanna T, Diener HC, Passman RS, et al. Cryptogenic Stroke and Underlying Atrial Fibrillation. The New England Journal of Medicine 2014; 370: 2478-2486

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