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Sport e aritmie, dalle linee guida COCIS alla pratica clinica

Al XV Congresso nazionale dell’AIAC si è tenuto un simposio congiunto AIAC-SICsport (Società Italiana di Cardiologia dello Sport), centrato sulla relazione tra patologie cardiovascolari e attività sportiva e sui contenuti delle linee guida COCIS. Ce ne hanno parlato Alessandro Biffi, specialista in medicina e cardiologia dello sport e past-president della SICsport, e Fabrizio Drago, responsabile dell’Area di Aritmologia Pediatrica dell’AIAC.

“Oggi in Italia sempre più persona pratica attività fisica, a livello sia agonistico che ricreativo”, ha spiegato Biffi. Di conseguenza le problematiche associate all’attività fisica, specie in soggetti con patologie silenti, diventano un problema emergente. “Soprattutto dopo i 50-60 anni, fascia di età in cui c’è un incremento di persone che svolgono attività sportiva, anche estrema“.

E quindi necessario trovare un equilibrio tra benefici associati all’attività fisica e rischio cardiovascolare. Anche in ambito pediatrico, dove spesso si tende a sovrastimare i rischi. “Nel momento in cui un bambino mostra evidenze di cuore sano – spiega Drago – può tranquillamente avviarsi ad attività fisica, senza che il pediatra abbia un terrore dell’aspetto medico-legale“.

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