Notizie e commenti

Brugada, il blocco AV come predittore di eventi aritmici

Dalla letteratura

La sindrome di Brugada (BrS) è una malattia genetica dei canali ionici caratterizzata da un pattern distintivo elettrocardiografico caratterizzato da un sopra-livellemento “coved type” del tratto ST nelle precordiali destre e da un aumentato rischio di fibrillazione ventricolare (VF) e morte cardiaca improvvisa (SCD). Sono molte le anomalie elettrocardiografiche descritte proposte nella stratificazione del rischio in tale categoria di pazienti; tuttavia il loro potere prognostico è rimasto sempre limitato.

Lo studio

È stato recentemente pubblicato su Europace da Migliore et al uno studio (1) con lo scopo di  valutare i determinanti clinici dell’outcome aritmico, con particolare riferimento al valore prognostico delle anomalie riscontrate all’elettrocardiogramma a 12 derivazioni, in una corte di pazienti affetti da BrS provenienti dall’area nord-est della regione Veneto. L’outcome primario dello studio è stato l’endopoint combinato di eventi aritmici maggiori caratterizzati da SCD, arresto cardiaco causato da VF e gli interventi appropriati del defibrillatore automatico impiantabile (ICD).

Lo studio ha arruolato 272 pazienti consecutivi (223 maschi, età media 43±12 anni), sia con pattern ECG grafico spontaneo tipo 1 (n = 137, 50%), sia indotto da farmaci (n=135, 50%). Al momento dell’arruolamento, il 30% (n=81) dei pazienti era sintomatico, il 26% (n= 73) aveva avuto in anamnesi almeno un episodio sincopale ed il 3% (n =8) un arresto cardiaco. 143 pazienti sono stati sottoposti a studio elettrofisiologico: in 51 (35%) è stata indotta una aritmia ventricolare maligna (VF o VT). Nel 25% dei pazienti è stato eseguito un impianto di defibrillatore automatico impiantabile: in 7 pazienti a causa di un arresto cardiaco, in 39 pazienti per sincope ed in 23 per inducibilità di aritmie durante stimolazione ventricolare programmata.

Un blocco atrio-ventricolare di primo grado (PR= 219±17 msec) è stato documentato in 45 pazienti (16,5%) all’ECG basale; come ulteriore approfondimento, 27 pazienti sono andati incontro ad uno studio elettrofisiologico con evidenza in 21 pazienti (78%) di un intervallo HV ³55 msec (valore medio 61±3 msec). I pazienti con blocco atrio ventricolare di primo grado hanno presentato, inoltre, un QRS più ampio (110 msec vs 95 msec, p=0.04) e più spesso un pattern di emiblocco anteriore sinistro (n=13, 29% vs n=35, 16%, p=0.056) se comparati con i pazienti con un intervallo PR normale.

Durante un follow-up medio di 85±55 mesi, 17 pazienti (6,3%) hanno sperimentato uno o più episodi aritmici (13 pazienti un intervento appropriato dell’ICD e 4 pazienti una SCD). All’analisi univariata, il verificarsi di un evento aritmico maggiore è stato associato ad una storia di sincope o di arresto cardiaco  (p<0.001), ad un pattern ECG tipo 1 (p=0.004) ed ad un blocco AV di primo grado (p<0.001). I predittori univariati e multivariati degli eventi hanno incluso una storia di sincope o di arresto cardiaco (HR 5.8, 95% CI 2.04-16.5; p < 0.001 e HR 6.68, 95% CI 2.34-19.1; p<0.001, rispettivamente), un pattern ECG spontaneo tipo 1 (HR 1.56, 95% CI 1.03-4.24; p = 0.033 e HR 1.84, 95% CI 1.01-4.29; p=0.044 rispettivamente) ed un blocco AV di primo grado alla baseline (HR 3.84, 95% CI 1.47-9.99; p = 0.006 e HR 4.65, 95% CI 2.34-19.1; p=0.002 rispettivamente).

Conclusioni

Lo studio in esame evidenza che, a fronte di una storia di arresto cardiaco e sincope, il blocco atrio-ventricolare di primo grado all’ECG basale sia un predittore indipendente di aritmie maligne ed un marker di rischio aritmico nei pazienti affetti da BrS. La coesistenza di un ST sopra-livellato con aspetto “coved type” nelle precordiali destre ed il prolungamento dell’intervallo AV determinano un elevato rischio di aritmie ventricolari e supportano il concetto che l’ instabilità elettrica che caratterizza tale patologia sia il risultato di una complessa interazione tra depolarizzazione e ripolarizzazione miocardica. Ulteriori studi clinici e sperimentali saranno necessari per caratterizzare il background genetico, il meccanismo aritmico e la stratificazione del rischio, nonché le implicazioni terapeutiche in tale categoria di pazienti.

Germana Panattoni

Bibliografia

1. Migliore F, Testolina M, Zorzi A, et al. First-degree atrioventricular block on basal electrocardiogram predicts future arrhythmic events in patients with Brugada syndrome: a long-term follow-up study from the Veneto region of Northeastern Italy. Europace 2019; 21(2): 322 – 331.

Ultimi articoli

AIAC Futuro 2019, strategie associative per il prossimo decennio: il video-report

Il video-report dell'evento pre-congressuale "AIAC Futuro 2019", dove 120 soci tra rappresentanti del Consiglio Direttivo Nazionale e dei Consigli Regionali, persone impegnate nelle aree e nelle task force e moltissimi giovani si sono incontrati per riflettere e discutere sul presente e il futuro dell’Associazione. 

Leggi

Videochat su Tg1 Online: Renato Pietro Ricci risponde alle domande sulla fibrillazione atriale

Mercoledi 15 maggio 2019 alle 14.10 il Presidente AIAC, Renato Pietro Ricci, parteciperà ad una videochat su Tg1 Online dove risponderà alle domande dei telespettatori sulla fibrillazione atriale.

Leggi

Aritmie, doping e sport. L’intervista de L’Adigetto.it a Francesco Furlanello

Quello delle morti improvvise di atleti professionisti nel pieno dell'attività atletica e del vigore delle forze è un problema estremamente complesso. In questa intervista rilasciata dal cardiologo trentino vengono toccati tutti gli aspetti principali e commentati alcuni casi studi particolarmente rilevanti.

Leggi