Notizie e commenti

Test da sforzo e CMR negli atleti con ectopia ventricolare

Dalla letteratura

Le aritmie ventricolari indotte dall’esercizio fisico (EIVA) sono molto frequenti nella pratica clinica, verificandosi in circa il 50% degli individui che si sottopongono a test da sforzo. Recenti meta-analisi hanno evidenziato come il loro riscontro aumenti in maniera significativa il rischio di mortalità nella popolazione generale, rappresentando spesso il segno di una patologia cardiaca sottostante. Il riscontro di EIVA nei giovani atleti richiede, pertanto, un approccio analitico e globale al fine di evidenziare eventuali anomalie, potenzialmente responsabili di morte cardiaca improvvisa durante attività sportiva.

Recentemente è stato pubblicato su Heart Rhythm uno studio da Cipriani et al1, con lo scopo di determinare la prevalenza del substrato miocardico patologico alla risonanza magnetica cardiaca (CMR) in una coorte di giovani atleti con aritmie ventricolari frequenti e complesse e di analizzare i predittori clinici di anomalie alla CMR.

Lo studio

Lo studio ha coinvolto atleti tra i 15 e i 50 anni inviati per approfondimenti presso l’ Università di Padova tra il 2014 e il 2017, per il riscontro, durante i test di screening, di aritmie ventricolari frequenti (maggiori di 500/die) o complesse (coppie, triplette e tachicardia ventricolare non sostenuta) apparentemente sine causa, dopo essere stati sottoposti ad esame ecocardiografico risultato negativo o non conclusivo.

Gli atleti sono stati suddivisi in due gruppi:

  • pazienti EIVA: in cui i battiti prematuri ventricolari (PVBs) erano persistenti o aumentavano in numero e/o in complessità durante l’esercizio fisico per poi ridursi con il riposo;
  • pazienti non EIVA: in cui i PVBs erano stati evidenziati a riposo o durante le fasi dell’esercizio a basso carico, per poi ridursi in intensità o scomparire con i carichi crescenti.

Risultati

La popolazione era costituita da 60 atleti, di cui 36 (età media: 25 anni, 75% maschi) apparteneva al gruppo EIVA e 24 (età media: 17 anni, 75% uomini) nel gruppo non EIVA. L’ECG delle 24 ore ha mostrato un numero significativamente più basso di PVBs negli atleti con EIVA rispetto al gruppo controllo (707/die versus 4345/die, p=0.001). Al contrario, le aritmie ventricolari complesse si sono verificate più frequentemente negli atleti con EIVA (81% vs 50%, p=0.01). Analizzando la morfologia dell’extrasistolia, gli atleti con EIVA mostravano PVBs prevalentemente con aspetto a blocco di branca destra (RBBB) o aritmie ventricolari polimorfe (67% vs 13%, p<0.001) mentre la morfologia a blocco di branca sinistra (LBBB) con asse inferiore era meno comune (22% vs 71%, p<0.001). L’analisi delle aritmie durante lo sforzo ha fornito dati simili.

Risonanza magnetica cardiaca
Per quanto riguarda i dati relativi alla CMR non sono state riscontrate differenze tra i due gruppi riguardo i parametri morfo-funzionali, le anormalità del pericardio, l’infiltrazione di grasso e l’edema miocardico. Complessivamente, le anomalie riscontrate alla CMR riguardavano 20/36 atleti (56%) nel gruppo EIVA rispetto a 5/24 (21%, p=0.004) nel gruppo non EIVA. In particolare il late gadolinium enhancement (LGE) è stato individuato in 18 atleti (50%) nel gruppo EIVA (in 12 casi esclusivamente nel ventricolo sinistro, in 1 caso nel ventricolo destro ed in 5 in entrambi i ventricoli) ed in 3 atleti (14%) nel gruppo non EIVA (p=0.003).

Dall’analisi univariata e multivariata l’inversione dell’onda T all’ ECG (OR 5.2, CI 1.0-27.1, p=0.05), le aritmie ventricolari complesse (OR 4.5, CI 1.1-18.7, p=0.04) e le ectopie con morfologia a RRRB o polimorfa (OR 5.3, CI 1.4-19.4, p=0.01) si sono imposte come predittori indipendenti di anormalità alla CMR.

Conclusioni

Lo studio mette in evidenza come una considerevole proporzione di giovani atleti con aritmie ventricolari frequenti e complesse e con dati ecocardiografici normali o non conclusivi, presentino, invece, anomalie patologiche alla risonanza magnetica. L’ectopia ventricolare con morfologia a RBBB o polimorfa rappresenta un forte predittore di anomalie alla CMR, insieme alla presenza di inversione dell’onda T all’ECG e all’aritmie ventricolari ripetitive. Al contrario, le aritmie che si riducono con lo sforzo, in particolar modo se caratterizzate da una morfologia a LBBB/asse inferiore sono raramente associate ad anomalie miocardiche.

La CMR rappresenta quindi è uno strumento non invasivo efficace nella diagnosi delle patologie strutturali cardiache e gioca un ruolo cruciale nello studio dei pazienti con patologia aritmica. Tuttavia, i costi elevati, la disponibilità limitata e le prolungate scansioni, la rendono usufruibile soltanto in casi determinati. Lo studio in analisi dimostra, quindi, come l’analisi dei dati ECG grafici in associazione all’interpretazione delle aritmie complesse, quali la morfologia e la inducibilità da sforzo, possano fornire una guida per il medico per identificare i soggetti che possano beneficiare di tale metodica, in quanto caratterizzati da un aumentato rischio di morte cardiaca improvvisa durante attività sportiva. 

Germana Panattoni

Bibliografia

1. Cipriani A, Zorzi A, Sarto P, et al. Predictive Value of Exercise Testing in Athletes with Ventricular Ectopy Evaluated by Cardiac Magnetic Resonance. Heart Rhythm 2018; DOI: https://doi.org/10.1016/j.hrthm.2018.08.029.

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