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Indice HeartLogic e dispnea

A cura di Antonello Talarico, Ospedale SS Annunziata di Cosenza

Una donna di 69 anni affetta da cardiomiopatia dilatativa primitiva, con fibrillazione atriale cronica, frazione di eiezione pari a 30%, e terapia farmacologica ottimizzata è stata sottoposta in data 13 Luglio 2018 a un impianto di un defibrillatore monocamerale (ICD VR) Perciva VR Boston Scientific in prevenzione primaria.

La paziente ha iniziato poi a seguire la terapia diuretica prescritta (Furosemide 75mg/die) e ha sempre riportato uno stato di benessere nei mesi successivi all’impianto. In data 25 dicembre 2018 è stato notificato al centro un alert HeartLogic per superamento della soglia nominale di 16. La paziente è stata contattata telefonicamente pochi giorni dopo l’alert e ha riferito di avere dispnea anche a riposo e di aver notato edemi periferici, in particolare alle gambe, nonostante non abbia apportato alcuna modifica alla terapia farmacologica prescritta dall’impianto. A seguito di quanto riportato dalla paziente è stato consigliato dal medico un incremento del dosaggio del diuretico fino a 100 mg/die.

La paziente è stata poi monitorata telefonicamente e non essendo stato rilevato alcun miglioramento degli edemi, si è deciso, in data 5 gennaio 2019, un ulteriore aumento del dosaggio di diuretico passando ad un dosaggio di Furosemide di 125mg al mattino e 50 mg al pomeriggio. In data 18 gennaio 2019, non essendoci miglioramenti dell’indice e dello stato di salute della paziente, è stato deciso di associare un secondo principio diuretico (Furosemide 125mg e Torasemide 20mg) monitorando costantemente in remoto le condizioni del paziente e l’andamento dell’indice HeartLogic. A seguito di queste modifiche si è monitorata la paziente e si è assistito a un progressivo miglioramento di tutti i parametri, pertanto si è mantenuta tale terapia fino al 6 marzo 2019, quando il medico ha deciso di diminuire il dosaggio (Furosemide 50mg e Torasemide 25mg) su richiesta della paziente.

Si è notato un continuo decremento dell’indice HeartLogic e un miglioramento dei singoli parametri fino all’uscita dallo stato di alert in data 27 Aprile 2019. Al contatto telefonico la paziente ha riferito un deciso miglioramento della dispnea, la diminuzione dell’entità degli edemi periferici e la possibilità di riposare utilizzando un solo cuscino. L’analisi dei singoli sensori mostra un iniziale andamento incrementale del terzo tono a cui poi si aggiunge un importante contributo fornito dall’impedenza transtoracica che nella fase centrale dell’alert ha avuto un repentino decremento in concomitanza con un incremento della frequenza cardiaca notturna e della frequenza respiratoria. A seguito dell’ultimo incremento della terapia diuretica si è assistito ad una stabilizzazione dei valori dei singoli sensori, che ha determinato l’abbassamento dell’indice HeartLogic sotto la soglia di recupero di 6.

Questo caso evidenzia la capacità dell’indice HeartLogic di rilevare i primi sintomi di scompenso e permettere di agire per tempo in remoto prevenendo eventi acuti che potrebbero portare alla ospedalizzazione del paziente.

Legenda
Linea blu: superamento soglia HeartLogicTM
Linea verde: modifica alla terapia farmacologica

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