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Dispositivi ICD e CRT-D: perché è importante la longevità?

La popolazione di pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa è variata nel tempo passando da una preponderanza di soggetti indicazione secondaria a una forte maggioranza di impianti profilattici. Ciò comporta che, rispetto al passato, al momento del primo impianto il paziente ha una buona aspettativa di vita e conseguentemente affronta un numero maggiore di interventi per sostituzione elettiva del dispositivo.

Lo stesso discorso vale anche per i pazienti portatori di dispositivi CRT: da quando le raccomandazioni di impianto sono state estese ai pazienti con sintomi lievi, questi hanno potuto beneficiare della terapia di resincronizzazione in uno stadio precoce della loro malattia, motivo per cui oggi osserviamo pazienti che vivono con i loro dispositivi per periodi di tempo molto più lunghi rispetto a prima.

Tutti questi pazienti presentano benefici di sopravvivenza a lungo termine dopo l’impianto del dispositivo. Ne consegue che la maggior parte dei pazienti viene sottoposta a più sostituzioni del dispositivo a causa dell’esaurimento della batteria, con tutti i rischi che questo comporta: le procedure di sostituzione sono infatti associate a una probabilità doppia di reinterventi chirurgici per infezioni o per altre cause (1) e a un incremento pari a cinque volte delle complicanze sugli elettrocateteri (2),con risvolti importanti sulla qualità di vita dei pazienti e sulla loro mortalità.

In aggiunta a questo, la frequente sostituzione dei dispositivi ha pesanti ricadute anche da un punto di vista economico e di allocazione del budget ospedaliero (3).

“Presso la nostra struttura – ci spiega in questa intervista Francesco Solimene della Clinica Montevergine di Mercogliano –  effettuiamo mediamente 100 sostituzioni ogni anno, con un impatto considerevole sull’allocazione delle risorse economiche, ed ogni paziente riceve circa 3 sostituzioni nell’arco della sua vita, con tutti i rischi che esse comportano. Per questo motivo è sempre più attuale la necessità di risolvere la discrepanza tra l’aspettativa di vita del paziente e la durata dei device, mediante l’utilizzo di dispositivi a elevata longevità”.

Bibliografia
1. Borleffs CJW, Thijssen J, Mihaly K et al. Recurrent Implantable Cardioverter Defibrillator Replacement Is Associated with Increasing Risk of Pocket-Related Complications. Pacing Clinical electrophysiology 2013; 33: 1013 – 19.
2. Lovelock JD, Cruz C, Hoskins MH et al. Generator replacement is associated with an increased rate of ICD alerts. Heart Rhythm 2014; 11(10): 1785 – 89.
3. Boriani G, Braunschweig F, Deharo JC et al. Impact of extending device longevity on the long-term costs of implantable cardioverter-defibrillator therapy: a modelling study with a 15-year time horizon. Europace 2013; 15(10): 1453 – 62. 

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