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Telecardiologia, il caso del Trentino Alto Adige

“I due punti di cui si discute sempre sono: l’ottenimento di una codifica a livello nazionale e i modelli di gestione dei pazienti in telecardiologia”. Si apre con queste parole l’intervista realizzata in occasione del XV Congresso nazionale dell’AIAC a Massimiliano Maines, cardiologo dell’Ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto, il quale ha descritto il modello utilizzato in quest’ambito in Trentino Alto Adige.

“In Trentino abbiamo una doppia fortuna: aver ottenuto la codifica attraverso una delibera delle giunta provinciale il giugno scorso e […] avere a disposizione un sistema informatico unico per cui tutte le trasmissioni effettuate in telecardiologia, le quali vengono inserite in questo sistema e sono visualizzabili dai medici dell’ospedale, dai medici di base e dai pazienti”.

Poiché per un ospedale può essere gravoso farsi carico della gestione di tutte le informazioni trasmesse in telecardiologia, infatti, secondo Maines è importante creare una rete con i medici di base e con le altre strutture del territorio per riuscire a ottimizzare la gestione di questi pazienti.

Infine, il cardiologo trentino dà appuntamento al II Congresso italiano di Telecardiologia in programma il 28 e 29 settembre a Riva del Garda.

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