Notizie e commenti

Cardioagorà: una piazza aperta dove discutere di cardiologia

Il progetto “Cardioagorà” nasce come invito alla riflessione ed all’approfondimento di tematiche cardiologiche di grande impatto sociale.

Una piazza aperta al confronto interattivo nella quale cardiologi, medici internisti, medici di medicina generale ed anche pazienti si incontrano e provano a discutere temi di grande attualità e di interesse scientifico. Viviamo un tempo di frenetiche ed intense giornate di lavoro che si rincorrono senza sosta, di nuove acquisizioni scientifiche che mutano continuamente il nostro comportamento clinico colmando le nostre incertezze e dissolvendo le zone d’ombra che lasciano il posto alla luce delle evidenze scientifiche.

Il Responsabile Scientifico Dr. Antonio D’Onofrio – Responsabile UOSD Elettrofisiologia Studio e Terapia delle Aritmie dell’Ospedale Monaldi, Napoli.

Per i pazienti offriamo un linguaggio di facile comprensione che spero possa far accrescere una maggiore adesione alle terapie prescritte. I temi già trattati e quelli che affronteremo riguardano patologie in grande crescita correlati all’invecchiamento della popolazione mondiale ed in particolare a quella italiana che risulta una delle più longeve. Longevità che trova nella dieta alimentare mediterranea, nell’esercizio fisico, nella astensione da abusi voluttuari e nella capacità del nostro sistema sanitario la giusta spiegazione. I temi che abbiamo trattato in Cardioagorà sono lo “Scompenso Cardiaco, la Fibrillazione Atriale, le Bradiaritmie e la Sleep Apnea”. Colleghi esperti ed appassionati hanno trattato questi argomenti sperando di fare cosa gradita a chi voglia, in poco tempo, un aggiornamento rapido e puntuale su tematiche di sicuro interesse scientifico e sociale.

Lo “Scompenso cardiaco” rappresenta un grosso problema di Sanità pubblica legato al numero sempre crescente di pazienti affetti con frequenti ospedalizzazioni e con un notevole impatto economico per i Sistemi Sanitari di tutti i paesi. Lo scompenso cardiaco è una sindrome clinica caratterizzata da sintomi e segni tipici come la dispnea , i rantoli crepitanti alle basi polmonari e  l’edema agli arti inferiori che è causata da alterazioni strutturali e/o funzionali del cuore che producono l’incapacità del cuore a pompare il sangue a riposo o durante sforzo. La prevalenza dello Scompenso Cardiaco è circa 1-2% della popolazione adulta e sale a più del 10% -15% nei pazienti di età superiore ai 70 anni. A causa dell’invecchiamento della popolazione generale e del miglioramento delle cure della fase acuta delle malattie cardiovascolari, si prevede un incremento della prevalenza entro il ventennio 2010-2030 superiore al 25%. Si prevede che negli Stati Uniti i costi sanitari annuali legati allo scompenso cardiaco passino da 24.7 a 77.7 miliardi di dollari e quelli indiretti dovuti a comorbilità e mortalità da 9.7 a 17.4 miliardi di dollari. L’introduzione dei defibrillatori, della terapia di resincronizzazione e la possibilità di poter controllare in remoto non solo le caratteristiche tecniche dei device, ma anche i parametri clinici, hanno notevolmente migliorato le nostre capacità di intervenire precocemente e molto tempo prima di una eventuale ospedalizzazione.

La “Fibrillazione Atriale”(FA) rappresenta l’aritmia di più frequente riscontro nella pratica clinica che raddoppia la mortalità, aumenta di cinque volte il rischio di ictus cerebrale con effetti devastanti sulla storia personale, familiare e sociale dei pazienti. Nel 2010, il numero stimato di uomini e donne con AF in tutto il mondo era rispettivamente di 20,9 milioni e 12,6 milioni, con tassi di incidenza e prevalenza più elevati nei paesi sviluppati. Entro il 2030, nell’Unione europea sono previsti 14-17  milioni di pazienti con FA, con 120 000–215 000 pazienti di nuova diagnosi all’anno. Le stime suggeriscono una prevalenza di AF di circa il 3%negli adulti di età pari o superiore a 20anni con una maggiore prevalenza nelle persone anziane e in pazienti con condizioni quali ipertensione,insufficienza cardiaca,malattia coronarica, malattia cardiaca valvolare,obesità,diabete mellito,o malattia renale cronica(CKD). Il ruolo del controllo della frequenza e del ritmo, le recenti evidenze in tema di ablazione e le futuristiche applicazioni del ripristino del ritmo sinusale mediante la stimolazione ottica e genetica (optogenetica). La FA e lo SC rappresentano le due pandemie del terzo millennio.

Le “Bradiaritmie” sono condizioni cliniche frequenti che richiedono un attento esame clinico per stabilire la corretta diagnosi e determinare la terapia adeguata. Nel paziente con bradicardia ogni sforzo deve essere fatto per dimostrare una correlazione tra bradiaritmia e sintomi prima di iniziare una terapia con pacing permanente. Nel 2013 sono stati impiantati in Italia circa 1112 Pacemaker (PM) per millione di abitanti rendendo il nostro paese il terzo in Europa per impianti/anno. Per 60 mila italiani ogni anno il PM è stato un piccolo apparecchio salvavita, oltre mezzo milione di persone lo hanno già impiantato nel nostro Paese e circa 2 milioni in Europa. La valutazione deve prendere in considerazione i vantaggi e gli svantaggi del pacing con un’accurata diagnosi escludendo eventuali cause reversibili e/o effetti transitori. La grande maggioranza dei pazienti può ottenere la completa risoluzione dei sintomi, il ritorno alle abituali attività quotidiane con una buona qualità di vita e senza una riduzione della aspettativa di vita.

La “Sleep Apnea”(SA) rappresenta una condizione clinica severa, spesso non evidenziata con una prevalenza stimata del 14% negli uomini e 5% nelle donne. La SA è una patologia cronica caratterizzata da frequenti episodi di collasso delle vie aeree superiori durante il sonno. Essa viene sempre più riconosciuta come un’importante causa di morbilità e mortalità medica. I pazienti con SA spesso si sentono affaticati e assonnati durante il giorno, possono soffrire di una riduzione della vigilanza, della concentrazione, della funzione cognitiva, delle interazioni sociali e qualità della vita. Questi declini nella funzione diurna possono tradursi in più alti tassi di incidenti legati al lavoro ed automobilistici. I pazienti con SA non trattata presentano un aumentato rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, tra cui una pressione arteriosa refrattaria alla terapia, la cardiopatia ischemica, l’insufficienza cardiaca congestizia, le aritmie, l’ictus cerebrale ed il diabete mellito.

 

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