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EVOLVO per una best practice

Pubblicati on-line su Circulation i risultati dello studio italiano EVOLVO sull’evoluzione delle strategie di gestione dei pazienti con scompenso cardiaco e defibrillatore impiantabile.

Grazie all’ausilio di tecniche di telemedicina sono possibili nuove forme d’integrazione ospedale–territorio per seguire i pazienti cronici a domicilio. Proprio in questo settore emergente si colloca lo studio italiano EVOLVO pubblicato on-line sulla rivista Circulation che conferma il valore del telemonitoraggio dei pazienti con scompenso cardiaco portatori di defibrillatori impiantabili, misurabile sia in termini di riduzione delle visite ospedaliere urgenti ed accessi al Pronto Soccorso sia di migliore qualità di vita per i pazienti.

 

Lo studio
Promosso dalla Regione Lombardia e condotto in collaborazione anche con il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e Medtronic Italia, EVOLVO è uno studio prospettico multicentrico controllato e randomizzato. In tutto ha arruolato 200 pazienti affetti da scompenso cardiaco, portatori di defibrillatore impiantabili (ICD) o di ICD con terapia di risincronizzazione cardiaca (CRT-D). Dopo l’impianto, metà dei pazienti è stata randomizzata al follow-up standard con controlli programmati in ambulatorio e controlli aggiuntivi non programmati in caso di “allarmi” dell’ICD o CRT-D o comparsa di sintomi. L’altra metà dei pazienti è stata randomizzata al follow-up con telemonitoraggio remoto che prevede invio, con modalità wireless e senza l’intervento del paziente, dei dati del dispositivo ICD o CRT-D al medico che li può visionare su sito internet dedicato e, in caso di necessità, contatta il paziente per fissare un controllo ambulatoriale.

Gli autori riportano che nel braccio dei pazienti in telemonitoraggio remoto è stata osservata una significativa riduzione del 35% delle visite (in Pronto Soccorso o ambulatoriali) non pianificate e urgenti per scompenso cardiaco, aritmie o eventi correlati al device rispetto al braccio dei pazienti sottoposti al follow-up standard (rispettivamente nei due gruppi, 75 contro 117 visite con densità di incidenza di 0,59 contro 0, 93 eventi/anno; p = 0,005). Inoltre, sempre a favore del braccio di tele monitoraggio remoto, è stata rilevata una significativa riduzione nel numero globale di utilizzazioni del servizio sanitario per scompenso cardiaco, aritmia o problemi correlati al device (4,40 utilizzazioni/anno nel braccio con tele monitoraggio remoto contro 5,74 nel braccio standard; p < 0,001). Infine, l’intervallo di tempo tra la comparsa di un segnale dall’allarme dell’ICD o CRT-D e la visione dei dati da parte dei sanitari è stata significativamente ridotta dai 24,8 giorni nel braccio standard a soli 1,4 giorni nel braccio con telemonitoraggio remoto (p < 0,001).

Nei due gruppi, le condizioni cliniche dei pazienti ed il decorso della malattia di base durante il follow-up erano simili, così come il livello di qualità di vita valutata con il “Minnesota Living with Heart Failure Questionnaire” all’inizio dello studio. Tuttavia, al sedicesimo mese di follow-up, un incremento maggiore nella qualità di vita è stato rilevato nei pazienti del braccio tele monitoraggio remoto rispetto all’altro gruppo.

Le conclusioni
Il controllo con telemonitoraggio remoto di IDC o CRT-D nei pazienti affetti da scompenso cardiaco riduce le visite d’urgenza e, in generale, il ricorso alla struttura sanitaria per problemi cardiaci o correlati al dispositivo impiantato. Inoltre, concludono gli autori, rispetto ai tradizionali controlli in ospedale il telemonitoraggio migliora l’efficienza dei servizi sanitari e contribuisce a migliorare la qualità di vita dei pazienti.

Fonte
Landolina M, Perego GB, Lunati M, et al. Remote Monitoring Reduces Healthcare Utilization and Improves Quality of Care in Heart Failure Patients with Implantable Defibrillators: The EVOLVO (Evolution of Management Strategies of Heart Failure Patients with Implantable Defibrillators) Study. Circulation, 24 maggio 2012

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