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FA isolata: fare sport è un rischio?

Il punto è quanta attività fisica ad alta intensità fa bene e quando comincia a fare male. Uno studio catalano pubblicato sulla rivista Europace analizza il contributo dell’attività fisica e di altri fattori di rischio nello sviluppo della fibrillazione atriale isolata.

In rari casi, la fibrillazione atriale può presentarsi in giovani adulti in assenza di patologia cardiovascolare quale l’ipertensione arteriosa concomitante o altro fattore causale noto. Questa condizione viene definita fibrillazione atriale isolata, in generale riguarda persone giovani e con meno di 60 anni, apparentemente sane. Negli ultimi anni sono stati identificati dei fattori di rischio che concorrono all’epidemiologia della fibrillazione atriale isolata: esercizio fisico ad alta intensità, obesità e apnea ostruttiva nel sonno. Tuttavia è ancora dibattuto il ruolo dell’attività fisica in particolare nel rischio di sviluppare la fibrillazione atriale.

Lo studio catalano presentato sulla rivista Europace ha voluto esplorare il contributo di questo specifico fattore di rischio focalizzandosi sulla relazione dose-risposta e, allo stesso tempo, verificare se un check-up completo nei pazienti con diagnosi di fibrillazione atriale isolata possa smascherare fattori di rischio precedentemente non diagnosticati e studiare la loro prevalenza e il loro contributo allo sviluppo dell’artimia. 

Lo studio
In sostanza è stato condotto uno studio caso-controllo che ha arruolato 115 persone con fibrillazione atriale e 57 persone sane (rapporto 2:1) per ciascuno dei quali erano disponibili dati clinici e antropometrici, parametri ecocardiografici, questionari sulla durata della attività fisica, il test di Berlino per la diagnosi di sindrome dell’apnea ostruttiva nel sonno.

La maggior parte dei volontari arruolati era di sesso maschile (87%) e aveva in media 46 + 10 anni. L’analisi statistica ha rilevato che il gruppo di pazienti con fibrillazione atriale rispetto a quello di controllo aveva una statura più alta [177 cm versus 174 cm odds ratio (OR) 1.06 [1.01–1.11], un girovita significativamente più largo (95 cm versus 91 cm OR 1.06 [1.02–1.11]) e, inoltre, una più alta percentuale di partecipanti con obesità addominale (27% versus 14%, OR 3,03 [1.09–8.39]).

Un risultato interessante emerso dall’analisi dei dati raccolti, spiegano i colleghi catalani, è la presenza di una relazione statisticamente rilevante a forma di U tra la durata del training fisico ad alta intensità e il rischio di fibrillazione atriale: il rischio cresceva quando le ore cumulative totali di attività fisica erano superiori o uguale a 2.000 ore rispetto alla condizione di sedentarietà (OR 3.88 [1.55–9.73]), mentre diminuiva quando inferiori ai 2.000 (OR 0.38 [0.12–0.98]), dimostrando che l’attività fisica protegge la persona dal rischio di sviluppare l’aritmia se non si supera il cut-off delle 2.000 ore di attività fisica accumulate per la durata di vita.

L’analisi multivariata ha evidenziato che la durata complessiva di esercizio fisico ad alta intensità superiore a 2.000 ore cumulative totali, l’altezza, l’obesità addominale e la sindrome dell’apnea notturna sono dei fattori di rischio di fibrillazione atriale isolata indipendenti. Sono a più alto rischio le persone con più di uno di questi fattori. 

Conclusioni
Le conclusioni da trarre è che l’attività fisica ad alta intensità può avere un effetto protettivo se viene svolta moderatamente mentre diventa un fattore di rischio quando viene svolta intensamente. Il limite di sicurezza è quello delle 2.000 ore cumulative totali nell’arco della vita.

Inoltre, lo studio catalano mette l’accento su altri fattori eziologici della fibrillazione atriale isolata e sull’importanza di diagnosticare questa aritmia silente per individuare fattori di rischio sottostanti emergenti.

Bibliografia
Calvo N, Ramos P, Montserrat S, et al. Emerging risk factors and the dose–response relationship between physical activity and lone atrial fibrillation: a prospective case–control study. Europace 2015; first published online: 2 September 2015

 

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