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Resincronizzazione con SonR

Nel corso del Congresso di Venezia Arrhythmias 2011 è stato annunciato il lancio in Europa di SonR, un esclusivo dispositivo di ottimizzazione della resincronizzazione cardiaca. Sviluppato dal Gruppo Sorin, SonR è il primo e il solo dispositivo in grado di ottimizzare i parametri di resincronizzazione cardiaca (CRT) in modo automatico e con frequenza settimanale mentre il paziente espleta le normali attività di vita quotidiana. E’ formato dal sensore emodinamico SonR incorporato nella sonda di stimolazione auricolare SonRtipTM e da ParadymTM RF SonR CRT-D, un dispositivo di resincronizzazione impiantabile dotato di funzione di defibrillazione.

SonR rappresenta inoltre un’alternativa agli odierni metodi di ottimizzazione manuale dei parametri di resincronizzazione a guida ecocardiografica applicabili solo a livello ospedaliero.
“L’ottimizzazione settimanale, effettuata a riposo e in esercizio in modo completamente automatico, è un salto di qualità nella terapia di resincronizzazione dei pazienti con scompenso cardiaco e darà un ulteriore contributo a migliorarne la risposta clinica, come hanno indicato i risultati dello studio CLEAR” – conferma il professor Luigi Padeletti dell’Università degli Studi di Firenze, primo centro in Italia ad aver impiantato il nuovo sistema SonR, e membro del comitato scientifico dello studio europeo CLEAR (Clinical Evaluation of Advance Resynchronization), che ha dimostrato il valore del sistema SonR per l’ottimizzazione dei parametri del sistema CRT.

La resincronizzazione cardiaca prevede l’invio di impulsi elettrici nelle cavità cardiache, in un momento preciso del ciclo cardiaco, per permettere al cuore di battere in modo più coordinato e sincronizzato e quindi più efficace. Alcuni studi clinici hanno evidenziato che circa un terzo dei pazienti con insufficienza cardiaca in stadio avanzato non risponde in maniera efficace al trattamento elettrico fornito dalla resincronizzazione cardiaca.

Al fine di migliorare il tasso di risposta al trattamento, è importante che ogni paziente possa beneficiare, in modo costante, di una regolazione personalizzata degli intervalli di erogazione degli impulsi elettrici alle diverse parti del cuore.

Oggi, per ottimizzare le regolazioni, è possibile avvalersi di due tecniche: l’ecocardiogramma e le funzioni di regolazione dei parametri di resincronizzazione disponibili nei dispositivi CRT attualmente reperibili sul mercato. L’uso dell’ecocardiogramma è complesso e richiede spesso tempi lunghi.
Da parte loro, le funzioni di ottimizzazione della resincronizzazione attualmente in uso hanno mostrato i propri limiti.

Entrambi questi approcci prevedono un intervento manuale: in genere, sono effettuati una volta sola ed esclusivamente con il paziente a risposo. SonR è l’unico dispositivo di ottimizzazione della resincronizzazione in grado di effettuare automaticamente e con frequenza settimanale l’aggiustamento dei parametri di resincronizzazione e, aspetto ancora più importante, mentre il paziente è attivo, consentendo quindi di ottenere l’ottimizzazione in condizioni reali.

I primi risultati clinici sono promettenti: nell’arco di un anno, evidenziano un miglioramento del tasso di risposta nei pazienti resincronizzati e una riduzione del numero di ricoveri rispetto agli approcci convenzionali.

“La correlazione tra segnale SonR e il riferimento standard per valutare la contrattilità cardiaca indica l’affidabilità di questo sensore per ottimizzare su base emodinamica la CRT, personalizzando la terapia senza necessità di altri interventi dedicati”- commenta la Professoressa Maria Grazia Bongiorni dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Pisa, presidente dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione.

Nato da un programma di ricerca protrattosi per oltre 10 anni, il sensore SonR misura in maniera esclusiva le vibrazioni del muscolo cardiaco. Rilevati in tempo reale, i valori sono trasmessi al dispositivo di resincronizzazione (stimolatore di resincronizzazione dotato di funzione di defibrillazione) per essere utilizzati al fine di determinare i parametri più adatti al paziente. Con frequenza settimanale, il dispositivo ottimizza automaticamente le proprie regolazioni per adattarsi alle eventuali variazioni nello stato del paziente.

Secondo alcuni studi preliminari, compreso lo studio CLEAR, questa tecnologia consentirebbe di:

• limitare il ricorso alle lunghe e costose procedure ecocardiografiche
• aumentare il tasso di risposta alla resincronizzazione cardiaca
• ridurre, potenzialmente, il numero di ricoveri per insufficienza cardiaca.

Fonte
Comunicato stampa Sorin Group

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