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La terapia di resincronizzazione cardiaca compie 25 anni

Un’intuizione geniale di un gruppo di elettrofisiologi francesi ha profondamente migliorato la qualità di vita e l’aspettativa di vita in una larga popolazione di pazienti con scompenso cardiaco. Oggi ai giovani elettrofisiologi il concetto di resincronizzazione può sembrare scontato, ma il percorso è stato lungo e faticoso. Inizialmente si cercò di utilizzare la stimolazione bicamerale con intervallo AV breve e alcuni risultati preliminari sembrarono incoraggianti. Tuttavia ben presto fu chiaro che il miglioramento della funzione diastolica, indotto dalla resincronizzazione atrio-ventricolare grazie all’ottimizzazione dell’intervallo AV, era sovrastato dall’effetto negativo della desincronizzazione inter e intraventricolare indotta dalla stimolazione ventricolare destra. Il gruppo francese sotto la guida dell’indimenticato Jacques Mugica insieme a Jean Claude Daubert, Philippe Ritter, Serge Cazeau, Daniel Gras e Philippe Mabo, sviluppò il concetto fisiopatologico e trovò le soluzioni tecniche dapprima con la stimolazione epicardica chirurgica del ventricolo sinistro e poi attraverso la stimolazione delle vene cardiache attraverso il seno coronarico. Quest’ultima, sviluppo della tecnica di stimolazione biatriale utilizzata con scarsa fortuna nel trattamento della fibrillazione atriale refrattaria, si affermò come fattibile e sicura e con percentuali di successo dell’85-90% nonostante una tecnologia primordiale (si utilizzavano cateteri tradizionali eventualmente modificati dall’operatore).

1. Pacing and Clinical Electrophysiology 1994;17 (11 Pt 2): 1974-9.
Four chamber pacing in dilated cardiomyopathy
Cazeau S, Ritter P, Bakdach S, Lazarus A, Limousin M, Henao L, Mundler O, Daubert JC, Mugica J.

2. Pacing and Clinical Electrophysiology 1996; 19(11 Pt 2): 1748-57.
Multisite pacing for end-stage heart failure: early experience
Cazeau S, Ritter P, Lazarus A, Gras D, Backdach H, Mundler O, Mugica J.

3. Pacing and Clinical Electrophysiology 1998; 21(1 Pt 2): 239-45.
Permanent left ventricular pacing with transvenous leads inserted into the coronary veins
Daubert JC, Ritter P, Le Breton H, Gras D, Leclercq C, Lazarus A, Mugica J, Mabo P, Cazeau S.

Lo studio MUSTIC fu il primo studio multicentrico randomizzato che valutò la stimolazione biventricolare con accesso transvenoso via seno coronarico e dimostrò per la prima volta che la CRT migliora la tolleranza all’esercizio, la qualità di vita e riduce le ospedalizzazioni per scompenso. La percentuale di successo dell’impianto fu del 92%. Da allora tutti gli studi randomizzati hanno confermato questi benefici che si sono estesi anche all’aumento della sopravvivenza in popolazioni più ampie e seguite a lungo termine.

L’articolo di Cazeau et al pubblicato nel 2001 sulla rivista New England Journal of Medicine.

A cura di Renato Pietro Ricci

 

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