#defibrillatore

Se lo shock è inefficace… amiodarone o lidocaina?

In caso di arresto cardiaco extra-ospedaliero secondario ad aritmie ventricolari refrattarie allo shock, il ricorso ad antiaritmici, quali l’amiodarone e la lidocaina, può migliorare il successo della defibrillazione. Gli effetti, ancora poco noti, di questi farmaci sulla sopravvivenza peri-ospedaliera e gli outcome neurologici al momento della dimissione sono stati oggetto di studio di uno studio presentato al 65esimo Congresso dell'American College of Cardiology e pubblicato sul e pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine (1). 

Leggi

Mind the lead: le insidie della sostituzione del generatore

L’ematoma e l’infezione della tasca rappresentano le complicanze più frequenti di una procedura di sostituzione del generatore di un dispositivo cardiaco impiantabile. In una percentuale non trascurabile di casi, l’intervento può provocare un danno degli elettrocateteri presenti nella tasca di alloggiamento del dispositivo causato da strumenti taglienti o dall’elettrobisturi. Uno studio recente pubblicato sul Journal of the American Heart Association valuta incidenza, fattori di rischio ed impatto economico di tale complicanza.

Leggi

Quale ICD dura di più?

Defibrillatori e longevità: una sana e continua competizione a favore del paziente. Articolo di Matteo Ziacchi del Policlinico S. Orsola Malpighi di Bologna. L’innovazione tecnologica e la ricerca finalizzata al miglioramento della longevità dei dispositivi cardiaci impiantabili rappresentano uno degli argomenti di maggiore interesse da parte delle aziende produttrici e sono oggetto di dibattito da molti anni in ambito elettrofisiologico. Una campagna pubblicitaria di batterie stilo degli anni ‘90 di particolare successo recitava così: “D…. dura di più!”. La domanda infatti a cui tutti vogliono una risposta è: quale dispositivo dura di più? La questione è tutt’altro che semplice.

Leggi

Il monitoraggio remoto nei fatti

Intervista video a Renato Ricci, Area Telecardiologia dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione, ACO San Filippo Neri di Roma. Al "Convegno HTA oggi: opportunità e problematiche per una moderna sanità pubblica" che si è tenuto a Roma il 23 gennaio scorso si è discusso del monitoraggio remoto dei dispositivi impiantabili attivi. Un tema che rientra nelle priorità di studio dell’AIAC.

Leggi

Processo a BLOCK HF

Alla luce dei risultati dello studio BLOCK HF i tempi sono maturi per una indicazione estensiva del pacing biventricolare alle forme lievi di scompenso cardiaco? La rubrica "Processo ai grandi trial" del Giornale Italiano di Cardiologia ha ospitato come “giudici” di questo studio Giuseppe Boriani dell’Istituto di Cardiologia, Università degli Studi, Bologna e Biagio Sassone dell’UO di Cardiologia-UTIC, Ospedale SS. Annunziata di Cento (FE).

Leggi

Ultimi articoli

I primi passi del defibrillatore automatico impiantabile

Questo mese leggiamo insieme lo storico articolo di Michel Mirowski sulle prime esperienze con il defibrillatore automatico impiantabile, pubblicato nel 1985 su Journal of the American College of Cardiology. Un articolo di Achille Giardina.

Leggi

Fibrillazione atriale parosisstica, CRT e rischio di scompenso

I pazienti che presentano episodi intermittenti di fibrillazione atriale potrebbero beneficiare da una terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT)? Lo studio su JACC: Clinical Electrophysiology.

Leggi

Può il CHA2DS2-VASc score predire le aritmie atriali?

Lo score è in grado di predire l’insorgenza di fibrillazione atriale di nuova diagnosi in una coorte di pazienti portatori di dispositivi cardiaci impiantabili? Lo studio di Rovaris e colleghi pubblicato su Heart Rhyrthm.

Leggi