#infarto del miocardio

Squadra che non vince si cambia: quando l’amiodarone non è sufficiente…

L’impianto dell’ICD nei pazienti sopravvissuti ad un infarto miocardico con funzione sistolica depressa è la strategia di prima scelta per la prevenzione primaria della morte cardiaca improvvisa. Tuttavia, alcuni pazienti possono presentare tachicardie ventricolari ricorrenti nonostante una terapia antiaritmica. Lo studio VANISH, pubblicato sul New England Journal of Medicine, valuta l’efficacia dell’ablazione mediante catetere rispetto al solo potenziamento della terapia antiaritmica in pazienti con episodi ricorrenti di tachicardia ventricolare portatori di ICD.

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La longevità degli ICD rappresenta un fattore d’impatto preponderante sui costi della sanità e sugli esiti clinici. Uno studio pubblicato su Heart Rhythm mette in evidenza la necessità di standardizzare urgentemente le indicazioni di longevità stimata da parte dei produttori.

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