#morte cardiaca improvvisa

Ripolarizzazione precoce e familiarità per morte cardiaca improvvisa

La ripolarizzazione precoce è un pattern elettrocardiografico di comune riscontro, la cui prevalenza è significativamente maggiore fra i pazienti sopravvissuti ad arresto cardiaco. Uno studio recente, pubblicato sulla rivista Circulation: Arrhythmia and Electrophisiology, valuta la prevalenza e le caratteristiche fenotipiche di tale pattern nei familiari di pazienti deceduti per morte cardiaca improvvisa su base aritmica.

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Se lo shock è inefficace… amiodarone o lidocaina?

In caso di arresto cardiaco extra-ospedaliero secondario ad aritmie ventricolari refrattarie allo shock, il ricorso ad antiaritmici, quali l’amiodarone e la lidocaina, può migliorare il successo della defibrillazione. Gli effetti, ancora poco noti, di questi farmaci sulla sopravvivenza peri-ospedaliera e gli outcome neurologici al momento della dimissione sono stati oggetto di studio di uno studio presentato al 65esimo Congresso dell'American College of Cardiology e pubblicato sul e pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine (1). 

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Il defibrillatore indossabile nel mondo reale

Dal Registro indipendente WEARIT-II arrivano nuove conferme sull’efficacia e sicurezza del defibrillatore cardiaco indossabile nei pazienti ad alto rischio di morte cardiaca improvvisa durante il periodo di stratificazione del rischio per l’impianto di ICD.  I primi risultati sulla rivista Circulation.

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Le nuove linee-guida ESC sulle aritmie ventricolari e la morte improvvisa

Al Congresso della Società europea di Cardiologia sono state presentate le nuove linee guida sulle aritmie ventricolari e sulla prevenzione della morte cardiaca improvvisa.  L’ultima edizione era del 2006. Da allora sono stati dei diversi progressi in quest ambito dell'Artimologia anche grazie alle innovazioni tecnologiche - quali i nuovi defibrillatori impiantabili o indossabili - che sono state opportunamente recepite dal nuovo documento. Una parte delle raccomandazioni riguarda specificamente la prevenzione della morte cardiaca improvvisa nei pazienti con cardiopatia ischemica, in quelli con disfunzione ventricolare sinistra, con o senza insufficienza cardiaca, nei soggetti con cardiomiopatie o con cuori normali nella struttura. Tra le novità che contraddistinguono la nuova edizione: i criteri per la diagnosi del QT lungo, del QT corto e della sindrome di Brugada, la valutazione del complesso ventricolare rapido (QRS) nel blocco di branca sinistro, l’importanza dell’autopsia nei soggetti giovani con morte improvvisa inspiegabile, due nuove raccomandazioni sui farmaci per il trattamento delle aritmie ventricolari. Ne parliamo con Silvia Priori, Dipartimento di Cardiologia e Medicina Molecolare IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri, Università di Pavia, primo firma della pubblicazione.

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ANMCO-SIC-AIAC: disfunzione ventricolare grave e impianto ICD

Intervista a Massimo Zoni-Berisso, Responsabile Struttura Semplice di Aritmologia Asl 3 genovese. Secondo una survey del 2009, in un terzo delle Unità Operative di Cardiologia italiane  i pazienti vengono impiantati senza alcuna preliminare selezione, in circa un terzo viene fatto un uso inappropriato di test strumentali per la selezione, solo nel 5% vengono usati score prognostici clinici per valutare la probabilità di sopravvivenza prima dell’impianto. Da una seconda inchiesta emerge che il 72% dei cardiologi italiani questi considera le attuali linee-guida non sufficientemente esaurienti per risolvere i dubbi quotidiani.

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Storm aritmico: ACEi/ARB, statine o amiodarone?

Uno studio pubblicato su Pharmacology ha valutato l’impatto prognostico dei diversi approcci farmacologici disponili per il trattamento dei pazienti con storm aritmico.

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Uno studio pubblicato sul Journal of Cardiovascular Electrophysiology ha mostrato l’esperienza con il sistema di supporto ECMO nelle procedure di ablazione dello storm aritmico in una corte di pazienti ad alto rischio

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