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Cost effectiveness e clinical effectiveness di programmi finalizzati alla riduzione del peso e alla gestione dei fattori di rischio del paziente con fibrillazione atriale: il JACC: Clinical electrophysiology pubblica i risultati dello studio CENT del Centre for Heart Rhythm Disorders dell’Università di Adelaide.

Il ruolo dell’ICD per la prevenzione primaria della morte cardiaca improvvisa in pazienti con disfunzione ventricolare sinistra di eziologia non ischemica è rimasto a lungo controverso. I primi trial a valutare l’efficacia della terapia con ICD in questi pazienti e il recente trial Danish non hanno dato risultati soddisfacenti riguardo alla riduzione della mortalità per qualsiasi causa. Una metanalisi, recentemente pubblicata sulla rivista JAMA Cardiology, ha valutato l’efficacia dell’impianto di ICD per la prevenzione primaria della morte cardiaca improvvisa in una popolazione di pazienti con cardiomiopatia di eziologia non ischemica.

Il Giornale italiano di Cardiologia pubblica un approfondimento sulla sicurezza dei dispositivi elettronici cardiaci impiantabili in presenza di possibile interferenze elettromagnetiche emesse dalle apparecchiature diagnostiche terapeutiche e di semplice uso quotidiano quali lo smartphone o i lettori mp3.

Durata batterie

Uno studio pubblicato sulla rivista Europace ha calcolato la longevità dei dispositivi CRT-D impiantati presso un unico centro confrontando tale dato con il report di performance del prodotto pubblicato da ciascuna ditta.

I disturbi respiratori del sonno (SDB) sono responsabili di un aumento del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari ed ictus. Nei pazienti con scompenso cardiaco e bassa frazione d’eiezione, la prevalenza di SDB è elevata; in tali pazienti è stato riportato un rischio aumentato di aritmie ventricolari potenzialmente fatali. Una recente meta-analisi ha valutato il rischio di interventi appropriati del defibrillatore nei pazienti con scompenso cardiaco affetti da SDB.

Studi recenti hanno osservato un aumento del rischio di sviluppare fibrillazione atriale (FA) fra i pazienti obesi. Tuttavia, i risultati riguardanti gli outcome dell’ablazione della FA fra pazienti obesi sono contraddittori. Uno studio recente, pubblicato su Heart Rhythm, ha valutato l’impatto dell’indice di massa corporeo sulla sopravvivenza libera da recidive in un’ampia coorte di pazienti sottoposti ad ablazione di FA.

Pubblicato sul Giornale italiano di Cardiologia il bollettino sulle attività dei centri italiani. Si osserva una stabilità nelle indicazioni all’impianto di pacemaker, mentre l’uso di PM biventricolari è limitato a un numero molto limitato di pazienti. Confermato il largo utilizzo di ICD biventricolari.

Circa un paziente anziano su dieci sopravvive almeno due anni dopo impianto di ICD in prevenzione secondaria. Ma almeno tre pazienti su cinque ritornano in ospedale nell’arco di due anni e molti altri necessitano di strutture che erogano assistenza infermieristica e riabilitativa. Sono queste le conclusioni di uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology che si è posto come obiettivo valutare nella pratica clinica gli outcome dei pazienti anziani over65 che ricevono l’ICD in prevenzione secondaria.

I pazienti sottoposti all’ablazione del ventricolo sinistro hanno un rischio significativo di embolia cerebrale. Queste le conclusioni di un articolo originale pubblicato recentemente sulla rivista Circulation.

Dall’esperienza di 11 centri italiani le evidenze che l’utilizzo di un sistema di mappaggio per l’impianto di device per CRT è fattibile, sicuro ed efficace senza prolungare i tempi procedurali o ridurre la percentuale di successi.  Journal of Cardiovascular Electrophysiology i risultati di uno studio multicentrico di Maurizio Del Greco e colleghi italiani. 

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