AIAC HOME > Aggiornamento > Dalla letteratura

I disturbi respiratori del sonno (SDB) sono responsabili di un aumento del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari ed ictus. Nei pazienti con scompenso cardiaco e bassa frazione d’eiezione, la prevalenza di SDB è elevata; in tali pazienti è stato riportato un rischio aumentato di aritmie ventricolari potenzialmente fatali. Una recente meta-analisi ha valutato il rischio di interventi appropriati del defibrillatore nei pazienti con scompenso cardiaco affetti da SDB.

Studi recenti hanno osservato un aumento del rischio di sviluppare fibrillazione atriale (FA) fra i pazienti obesi. Tuttavia, i risultati riguardanti gli outcome dell’ablazione della FA fra pazienti obesi sono contraddittori. Uno studio recente, pubblicato su Heart Rhythm, ha valutato l’impatto dell’indice di massa corporeo sulla sopravvivenza libera da recidive in un’ampia coorte di pazienti sottoposti ad ablazione di FA.

Pubblicato sul Giornale italiano di Cardiologia il bollettino sulle attività dei centri italiani. Si osserva una stabilità nelle indicazioni all’impianto di pacemaker, mentre l’uso di PM biventricolari è limitato a un numero molto limitato di pazienti. Confermato il largo utilizzo di ICD biventricolari.

Circa un paziente anziano su dieci sopravvive almeno due anni dopo impianto di ICD in prevenzione secondaria. Ma almeno tre pazienti su cinque ritornano in ospedale nell’arco di due anni e molti altri necessitano di strutture che erogano assistenza infermieristica e riabilitativa. Sono queste le conclusioni di uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology che si è posto come obiettivo valutare nella pratica clinica gli outcome dei pazienti anziani over65 che ricevono l’ICD in prevenzione secondaria.

I pazienti sottoposti all’ablazione del ventricolo sinistro hanno un rischio significativo di embolia cerebrale. Queste le conclusioni di un articolo originale pubblicato recentemente sulla rivista Circulation.

Dall’esperienza di 11 centri italiani le evidenze che l’utilizzo di un sistema di mappaggio per l’impianto di device per CRT è fattibile, sicuro ed efficace senza prolungare i tempi procedurali o ridurre la percentuale di successi.  Journal of Cardiovascular Electrophysiology i risultati di uno studio multicentrico di Maurizio Del Greco e colleghi italiani. 

Le più recenti evidenze sulla patofisiologia, patologia, genetica nonché epidemiologia della cardiomiopatia aritmogena ventricolare destra – la principale causa di arresto cardiaco aritmico nei giovani e negli atleti – vengono presentate in un recente review article del New England Journal of Medicine. L’articolo è a firma di Domenico Corrado dell’Università di Padova, Mark Link del Southwestern Medical Center della University of Texas e Hugh Calckins della Johns Hopkins University.

Morte improvvisa e scompenso cardiaco: come può variare il beneficio derivante dall’impianto dell’ICD in funzione del Seattle Proportional Risk Model viene spiegato sul JACC: Clinical Electrophysiology.

La chirurgia coronarica è un salvavita ma comporta un effetto progressivo sulla conduttività del tessuto del cuore. Un nuovo studio pubblicato su Heart Rhythm ha stimato che i pazienti sottoposti a sostituzione valvolare chirurgica hanno un rischio più alto dalle 3 alle 7,6 volte di dover ricevere l’impianto di pacemaker rispetto ai pazienti sottoposti a bypass aorto-coronarico CABG. Il rischio è maggiore quando sono state sostituite due o tre valvole.

Le laminopatie costituiscono un gruppo di patologie ereditarie rare, clinicamente eterogenee, accomunate da mutazioni del gene lmna che codifica per la pre-lamina A e per la lamina C, i principali componenti della lamina nucleare della membrana nucleare interna. Alcune di queste patologie sono di natura cardiologica e aritmologica.

Pagina 1 di 1812345...10...Ultima »

Sondaggi AIAC

Survey monitoraggio remoto

Strumenti

Associazioni di farmaci con i nuovi anticoagulanti orali

AIAC community

Attività di ricerca