Intervista a Maurizio Del Greco, Direttore UO Cardiologia, Ospedale di Rovereto (Trento).

I tempi di fluoroscopia sono notevolmente ridotti nei pazienti che hanno un impianto con i sistemi di navigazione. Ma la dose di millisievert finale ha un impatto così importante per il rischio stocastico radiologico di questi pazienti?

Una fotografia attendibile su come, nella pratica clinica attuale, viene adottata la nuova possibilità terapeutica dell’ICD sottocutaneo (S-ICD) rispetto ai dispositivi tradizionali è stata ottenuta con la survey nazionale S-ICD System: why not?. I risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Europace.

Cari Soci e Amici,

siamo arrivati all’ultima newsletter del 2016. Ogni anno che finisce è l’occasione per ripensare a che punto siamo arrivati e cosa ci proponiamo.

La vita di un’Associazione è qualcosa di complesso e dinamico, di difficile sintesi in poche battute. Mi sento però di sottolineare che il 2016 è stato per la nostra Associazione un anno chiave, un anno in cui AIAC ha avuto una serie di importantissimi riconoscimenti da parte delle istituzioni relativi al suo ruolo di riferimento per il mondo dell’Aritmologia e dei dispositivi elettrici impiantabili.

Grande partecipazione al Corso avanzato di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione per infermieri e tecnici di Cardiologia che si è svolto a Roma durante la 17esima edizione del Progress in Clinical Pacing. Ben 250 iscritti.  Il corso, della durata di tre giorni, si conferma come un’importante incontro di approfondimento e aggiornamento scientifico per infermieri e tecnici.

Intervista video a Giuseppe Boriani, Presidente AIAC nazionale, Presidente XIV Congresso AIAC, Ospedale di Modena, e a Renato Ricci, Presidente del Comitato scientifico XIV Congresso AIAC, UOC Cardiologia, Ospedale San Filippo Neri, Roma.

Nell’augurare un felice anno nuovo, Giuseppe Boriani e Renato Ricci ricordano un appuntamento importante del 2017: il XIV Congresso nazionale AIAC, a Bologna dal 23 al 25 marzo. Un intenso programma di incontri e dibattiti che non deluderà le aspettative dei soci e amici dell’AIAC.

Grande successo della 17esima edizione del Progress in clinical pacing che si è tenuta a Roma dal 29 novembre al 2 dicembre. Circa 1300 gli iscritti. L’evento ha rappresentato un’occasione importante di aggiornamento e confronto con l’elettrofisiologia internazionale.

All’AHA 2016 lo studio MultiSENSE (Multisensor ChronicEvaluation in Ambulatory Heart Failure Patients) è stato presentato come una novità assoluta nel campo della diagnosi precoce dello scompenso cardiaco. MultiSENSE ha testato la capacità predittiva di un sistema avanzato multisensore di alert – HeartLogic – applicato a defibrillatori cardiaci impiantabili. Attraverso dei sensori il sistema raccoglie le misurazioni di cinque parametri fisiologici: il terzo tono cardiaco, l’impedenza toracica, la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria e l’attività fisica del paziente. La misura composita dei parametri fisiologici garantisce una migliore stratificazione del rischio, una maggiore sensibilità diagnostica e una riduzione dei falsi positivi nel riconoscimento precoce di eventi di scompenso cardiaco.

Intervista a Matteo Ziacchi, Cardiologia, Policlinoc S. Orsola-Malpighi, Università di Bologna, Area Giovani AIAC.

Dott. Ziacchi, avete recentemente pubblicato sulla rivista Europace un interessante articolo dal titolo “Clinically guided pacemaker choice and setting: pacemaker expert programming study” (1).

Intervista a Federico Guerra, Clinica di Cardiologia e Aritmologia, Ospedali Riuniti “Umberto I-Lancisi-Salesi” di Ancona, Università Politecnica delle Marche, Area Giovani AIAC.

Nello studio pubblicato recentemente su Heart Rhythm (1) avete preso in esame i dati del registro osservazionale multicentrico OBSERVO-ICD per valutare se una programmazione aggressiva degli ICD possa favorire gli storm aritmici. Nel registro avete considerato la valutazione dei dati che si possono ottenere dal monitoraggio remoto degli ICD relativo al compenso correlandoli agli storm aritmici?

Sabato 29 ottobre si celebra la Giornata mondiale contro l’ictus cerebrale, che quest’anno è dedicata a evidenziare gli aspetti trattabili dell’ictus – dalla curabilità alla prevenzione, dall’importanza degli stili di vita corretti al riconoscimento precoce dei sintomi fino alla necessità di pari opportunità nell’accesso alle cure.

In occasione di questo appuntamento, il nostro intento è sottolineare l’importanza della possibilità di prevenire:

– l’incidenza degli eventi di ictus (prevenzione primaria), specie nei pazienti portatori di dispositivi cardiaci impiantabili,
– possibili recidive ictali (prevenzione secondaria) nei pazienti che sono già stati colpiti da tale evento.

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