Intervista video a Sakis Themistoclakis, Responsabile Elettrofisiologia, Ospedale dell’Angelo di Mestre.

Il punto di forza del Venice Arrhythmias 2013 è l’internazionalità: un programma ricco con una faculty di 350 persone da tutto il mondo. Nonostante il periodo di crisi economica, il tradizionale meeting veneziano si è confermato come uno dei più importanti appuntamenti per confrontarsi con i colleghi internazionali e guardare oltre i nostri confini.

Intervista ad Andrea Natale, Texas Cardiac Arrhythmia Institute, St. David’s Medical Center Austin (USA).

Il Venice Arrhythmias 2013 è stata l’occasione per incontrare Andrea Natale che lavora ad Austin al Texas Cardiac Arrhythmia Institute. Gli abbiamo chiesto qual è la principale differenza tra i centri statunitensi e europei nella gestione dell’ablazione della fibrillazione atriale e quale consiglio dare ai giovani aritmologi italiani. I messaggi chiave: andare al di là dell’aspetto procedurale e focalizzarsi sulla qualità.

La Survey dell’AIAC Giovani condotta on-line nel periodo di giugno-settembre 2013 ha avuto l’obiettivo di fotografare quale sia la realtà italiana dei percorsi formativi in elettrofisiologia e elettrostimolazione sia nei policlinici universitari, durante la scuola di specializzazione in cardiologia, sia poi sul territorio nell’attività ospedaliera quotidiana.

Dal 3 al 6 ottobre si è tenuto a Hong Kong il 6th APHRS & CardioRhythm 2013 dell’Asian Pacific Heart Rhythm Society. È stato un congresso molto partecipato con 2500 delegati di 31 Paesi, che ha visto confrontarsi i colleghi dell’area asiatica con quelli europei e americani.

Tre i principali topics: la fibrillazione atriale (con la lettura magistrale di John Camm), i nuovi anticoagulanti e la stimolazione CRT nello scompenso cardiaco.

Intervista ad Alessandro Proclemer, Azienda Ospedaliero Universitaria “S. Maria della Misericordia” and IRCAB Foundation, SOC Cardiologia, Udine, Registro IRIDE.

Il gruppo di studio Scientific Initiative Commettee dell’European Heart Rythm Association (EHRA) ha come mandato principale sensibilizzare i centri di Aritmologia europei alla diffusione delle pratiche diagnostiche e terapeutiche nel campo dell’elettrofisiologia e di fotografare la realtà clinica nel campo della diagnosi e della terapia avanzata dei disturbi del ritmo cardiaco. Tra le ultime survey EP Wire: le tecniche di imaging, lo screening dei pazienti a rischio di morte improvvisa e le vittime di arresto cardiaco ed extraospedaliero.

Intervista video a

Alessandro Biffi, Dirigente medico del CONI, past president della Società italiana di Cardiologia dello Sport.

Il Journal of Cardiovascular Medicine ha pubblicato una sintesi dell’ultima versione del protocolli COCIS per il giudizio di idoneità allo sport agonistico. Qual è il valore di questa pubblicazione per una best practice e per la prevenzione delle morti improvvise nello sport?

I nuovi trattamenti e dispositivi medici presentati ad Amsterdam, al meeting annuale dell’European Society of Cardiology, mostrano che i Cardiologi continuano a lavorare sodo per migliorare la qualità di vita dei propri pazienti e ampliare il bagaglio di conoscenze per una medicina basata sulle prove.

Abbiamo selezionato alcuni degli studi più significativi nel campo dell’Aritmologia che sono stati presentati all’ESC 2013.

Intervista a Giuseppe Boriani, Istituto di Cardiologia, Università di Bologna, Policlinico S. Orsola, Azienda Ospedaliera S. Orsola-Malpighi.

Recentemente la Società europea di cardiologia (ESC) con l’Associazione europea per il ritmo cardiaco (EHRA) ha pubblicato le nuove linee guida sul pacing e la terapia di resincronizzazione (CRT).

Intervista a Pietro Delise, UO di Cardiologia Ospedale di Conegliano.

Un recente articolo pubblicato su Circulation sembrerebbe dimostrare che i soggetti portatori di ICD possono fare sport anche ad alta intensità senza rischi particolari. Ma questi dati confortanti sembrano essere in contrasto con quanto normalmente ritenuto e fanno apparire le linee guida italiane eccessivamente prudenti…

Intervista video a Fabrizio Oliva, Vicepresidente ANMCO, Ospedale Niguarda di Milano.

Il Registro IN-HF outcome nasce nell’ambito della ricerca ANMCO per osservare il comportamento dei cardiologi italiani nella gestione dello scompenso cardiaco. I dati raccolti dal 2008 al 2009, presentati al Congresso ANMCO 2013, evidenziano un sottoutilizzo nella pratica clinica quotidiana sia dell’impianto di ICD sia della terapia di risincronizzazione. Ne parliamo con Fabrizio Oliva, Vicepresidente dell’ANMCO.

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