Andrea Natale

Intervista ad Andrea Natale, direttore medico esecutivo del Texas Cardiac Arrhythmia Institute del St. David’s Medical Center di Austin (Texas).

In quali casi è consigliabile cercare i trigger al di fuori delle vene polmonari? Qual è la durata ottimale dell’assenza di fibrillazione atriale in seguito a un’ablazione? Queste sono alcune delle domande rivolte da Giuseppe Picciolo, cardiologo dell’AOU Policlinico G. Martino di Messina e membro della task force del sito web di AIAC, ad Andrea Natale in occasione del XVII International symposium on Progress in clinical pacing tenutosi a Roma nel novembre dello scorso anno.

Il XVII Progress in clinical pacing è stato un grande successo con circa 1300 iscritti e una faculty di alto livello scientifico di 700 colleghi provenienti da 60 Paesi.

“Questa edizione è stata caratterizzata da una presenza consistente di giovani colleghi coinvolti meritatamente nel programma scientifico, oltre che dalla consueta presenza di key opinion leader di fama internazionale”, spiega Luca Santini, co-chairman del congresso insieme a Massimo Santini. Abbiamo coinvolto una faculty di 700 colleghi provenienti da oltre 60 Paesi di tutto il mondo: un’apertura totale e globale che è un passaggio obbligato per una crescita costante reciproca e un confronto sulle aree grigie ancora dibattute nella nostra pratica clinica.”

Intervista a Marco Scaglione, direttore del S.O.C. Cardiologia dell’ospedale “Cardinal Massaia” di Asti.

Negli ultimi anni, grazie a una migliore capacità di correzione dei difetti anatomici che caratterizzano le cardiomiopatie congenite, si è assistito a un aumento sostanziale dell’aspettativa di vita per i pazienti affetti da queste patologie. Ciò ha fatto emergere una popolazione di soggetti adulti affetti da cardiomiopatie congenite (GUCH, Grown Up Congenital Heart) caratterizzati da necessità specifiche.

Allied professional

Intervista a Giosuè Mascioli, coordinatore della task force AIAC per la Clinical Competence.

L’esame per la certificazione dell’European Heart Rhythm Association (EHRA) per gli allied professional, che da tre anni si svolge durante il Congresso dell’AIAC, ha lo scopo di valutare la competenza di diverse figure professionali, tra cui gli infermieri, i tecnici di cardiologia e gli specialisti delle aziende. Per quanto in Italia il titolo non sia attualmente riconosciuto a livello legale o economico, è infatti fondamentale avere delle figure certificate tra quelle che prestano servizio nelle unità operative.

Raggi zero

Intervista a Marzia Giaccardi, responsabile del laboratorio di elettrofisiologia e cardiostimolazione dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze.

L’utilizzo dei raggi X costituisce uno strumento indispensabile sia nella diagnostica che nella terapia di molte patologie e ha consentito enormi progressi in diverse aree della medicina. Tuttavia l’uso di radiazioni per motivi medici è cresciuto a tal punto da diventare, nel mondo occidentale, la principale fonte di radiazioni per la popolazione generale. Per questo motivo nel 2014 è nata l’Area Raggi Zero dell’AIAC – in collaborazione con il gruppo del CNR di Pisa guidato dal prof. Eugenio Picano e dalla dott.ssa Maria Grazia Andreassi – con l’obiettivo di diffondere la cultura della radioprotezione in Italia attraverso diverse iniziative tra cui, ad esempio, la promozione delle metodiche a raggi zero e quasi zero.

“Dalla loro introduzione nella pratica clinica le tecniche di navigazione non fluoroscopica ci hanno offerto numerosissimi vantaggi”, spiega Giaccardi. “Uno fra tutti l’abbattimento dell’esposizione radiologica per il paziente e l’operatore sanitario che tutti i giorni si trova in sala operatoria”. In particolare l’utilizzo di queste metodiche ha permesso di ottenere risultati importanti nell’ambito della popolazione pediatrica, particolarmente sensibile all’esposizione radiologica. Tuttavia il loro impiego è raccomandabile in tutte le tipologie di pazienti, in quanto garantiscono ottimi risultati sia in termini di acquisizione di mappe tridimensionali delle camere cardiache che di integrazione delle informazioni relative al tessuto oggetto di studio.

In quest’ottica, il prossimo 14 ottobre si terrà a Firenza l’evento “Firenze Raggi zero: la cura delle aritmie ed il rispetto della salute”, dove i maggiori esperti delle tecniche a raggi zero discuteranno delle novità tecnologiche in questo campo e degli aspetti economici associati.

Evoluzione e innovazione tecnologica per ottimizzare i percorsi diagnostici e semplificare la gestione intraospedaliera.

I dispositivi sottocutanei per il monitoraggio continuo dell’attività cardiaca – Implantable Loop Recorder (ILR) – vengono utilizzati in campo medico da circa 20 anni e hanno dimostrato di fornire la più alta sensibilità ed accuratezza nella diagnosi di aritmie cardiache in soggetti con varia problematiche, dalla sincope di ndd alla ricerca di fibrillazione atriale silente in soggetti con ictus criptogenetico.

Intervista ad Andrea Mazza dell’UO di Cardiologia, Ospedale S. Maria della Stella, Orvieto. 

È sempre più documentata la relazione tra sindrome delle apnee notturne e recidive di fibrillazione atriale che a loro volta si associano a un aumentato rischio tromboembolico. Nuove evidenze vengono da uno studio italiano, pubblicato sulla rivista Europace, che ha coinvolto 160 pazienti consecutivi con pacemaker di nuova generazione dotato di un sensore che consente la diagnosi di disturbi respiratori nel sonno.

S-ICD futuro

A valle della sessione sugli sviluppi tecnologici in elettrostimolazione cardiaca, tenutasi al Congresso AIAC 2017, abbiamo rivolto alcune domande al dott. Stefano Viani, dell’Azienda ospedaliero-universitaria Pisana, che ha tenuto una relazione dal titolo: “Il defibrillatore sottocutaneo: quali sviluppi tecnologici per il futuro?”.

Anche quest’anno il congresso AIAC ha dato molte soddisfazioni in un clima stimolante e propositivo, hanno commentato Giuseppe Boriani, Presidente AIAC nazionale, e Renato Pietro Ricci, Presidente del Comitato scientifico del XIV Congresso AIAC. La 14esima edizione ha visto la partecipazioni di quasi circa 1000 persone tra medici specialisti, operatori sanitari, ingegneri, rappresentanti dell’industria e staff organizzativo. La sessione congressuale per infermieri e tecnici è andata in overbooking con 150 iscritti.

Il XIV Congresso AIAC ha ospitato lo Stand Raggi Zero 2017 organizzato dall’Area Raggi Zero dell’AIAC insieme al CNR di Pisa. La partecipazione è stata buona: 84 partecipanti con 53 medici, 24 infermieri e 7 controlli.

Oltre alla visita per l’opacità del cristallino, sono stati compilati i questionari e forniti il campione biologico di saliva che permetteranno di indagare sui danni dell’esposizione continua ai raggi x per gli operatori sanitari che lavorano nei laboratori di elettrofisiologia. 

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