Massimo Grimaldi 200x200

Intervista a Massimo Grimaldi, cardiologo aritmologo dell’Ospedale Generale Regionale “F.Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Bari)

L’innovazione tecnologica dei loop recorder perfeziona il potere diagnostico e la capacità di monitorare il ritmo nel lungo periodo in pazienti con sincope ad eziologia sconosciuta, in pazienti con palpitazioni rare, in pazienti con storia di fibrillazione atriale nei quali si voglia monitorare il mantenimento del ritmo sinusale e in pazienti con storia di ictus criptogenetico, per verificare la possibile causa aritmica dell’evento cerebrovascolare. In questo ambito si colloca il CONFIRM Rx™ di St. Jude Medical (ora Abbott), il primo monitor cardiaco iniettabile compatibile con smartphone , dalle dimensioni ridotte.

Roberto De Ponti

Intervista a Roberto De Ponti, cardiologo aritmologo dell’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi e docente dell’Università dell’Insubria (Varese)

Silvia Priori

Intervista a Silvia Priori, professore ordinario di cardiologia dell’Università di Pavia e direttore scientifico degli Istituti Clinici Scientifici Maugeri

Chicago

In riferimento all’abstract “Long Detection Programming in single chamber defibrillators reduces unnecessary therapies and mortality: the Advance III trial”, presentato come late-breaking clinical trial al meeting annuale della Heart Rhythm Society svoltosi a Chicago, abbiamo rivolto alcune domande al dott. Maurizio Gasparini,

Haïssaguerre

Intervista a Michel Haïssaguerre, elettrofisiologo del Department of Cardiology-Electrophysiology dell’University Hospital of Bordeaux

eckhard alt

Intervista a Eckhart Alt, Adjunct Professor for Biomedical Engineering e Director for Cardiovascular Research del Tulane University Heart and Vascular Institute di New Orleans (Lousiana)

Andrea Natale

Intervista ad Andrea Natale, direttore medico esecutivo del Texas Cardiac Arrhythmia Institute del St. David’s Medical Center di Austin (Texas).

In quali casi è consigliabile cercare i trigger al di fuori delle vene polmonari? Qual è la durata ottimale dell’assenza di fibrillazione atriale in seguito a un’ablazione? Queste sono alcune delle domande rivolte da Giuseppe Picciolo, cardiologo dell’AOU Policlinico G. Martino di Messina e membro della task force del sito web di AIAC, ad Andrea Natale in occasione del XVII International symposium on Progress in clinical pacing tenutosi a Roma nel novembre dello scorso anno.

Il XVII Progress in clinical pacing è stato un grande successo con circa 1300 iscritti e una faculty di alto livello scientifico di 700 colleghi provenienti da 60 Paesi.

“Questa edizione è stata caratterizzata da una presenza consistente di giovani colleghi coinvolti meritatamente nel programma scientifico, oltre che dalla consueta presenza di key opinion leader di fama internazionale”, spiega Luca Santini, co-chairman del congresso insieme a Massimo Santini. Abbiamo coinvolto una faculty di 700 colleghi provenienti da oltre 60 Paesi di tutto il mondo: un’apertura totale e globale che è un passaggio obbligato per una crescita costante reciproca e un confronto sulle aree grigie ancora dibattute nella nostra pratica clinica.”

Intervista a Marco Scaglione, direttore del S.O.C. Cardiologia dell’ospedale “Cardinal Massaia” di Asti.

Negli ultimi anni, grazie a una migliore capacità di correzione dei difetti anatomici che caratterizzano le cardiomiopatie congenite, si è assistito a un aumento sostanziale dell’aspettativa di vita per i pazienti affetti da queste patologie. Ciò ha fatto emergere una popolazione di soggetti adulti affetti da cardiomiopatie congenite (GUCH, Grown Up Congenital Heart) caratterizzati da necessità specifiche.

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