Speciale ESC 2016. Interviste video a Stefano Benussi, Divisione di Chirurgia Cardiovascolare, University Hospital Zurich, e a Paulus Kirchhof, Institute of Cardiovascular Sciences, University of Birmingham, UK.

Il congresso dell’ESC 2016 ha visto i riflettori accesi sulle nuove linee guida europee sul trattamento della fibrillazione atriale che per la prima volta sono state sviluppate da un team multidisciplinare formato dalla collaborazione dell’ESC, dell’European Heart Rhythm Association (EHRA), dell’European Association for Cardio-Thoracic Surgery (EACT) e dell’European Stroke Organisation (ESO).

E proprio la multidisciplinarità è una delle più rilevanti novità introdotte nel documento aggiornato sulla base delle nuove evidenze e nelle nuove esigenze nelle relazioni di cura.

Speciale ESC 2016. Intervista video a Giuseppe Boriani, Presidente AIAC, Ospedale di Modena.

Cinque giorni di session scientifiche su 150 topic cardiovascolari, 500 expert session, 30.000 operatori sanitari di 140 Paesi presenti: sono questi i numeri dell’ESC 2016 che si è tenuto a Roma.

Ogni congresso è un’occasione importante di scambio di informazione e di aggiornamento. E il congresso internazionale della Società europea di Cardiologia ha un valore importante per i colleghi aritmologi , commenta Giuseppe Boriani.

Conoscere le varie tappe della storia della Cardiologia ci induce a riflettere su cosa sarebbe oggi la nostra professione senza il contributo delle grandi menti del passato e ci fa pensare al grande lavoro che si cela dietro ogni nostro gesto quotidiano  aiutandoci a vivere con maggiore consapevolezza e gratitudine il presente.

I primi pacemaker erano scarsamente affidabili, soluzioni temporanee per una ristretta cerchia di pazienti, i quali, in alcuni casi, si offrivano alla sperimentazione, come nel caso del primo impianto di pacemaker nel 1958 a Stoccolma.

Il problema principale dei pacemaker negli anni Sessanta era la precarietà della fonte di energia. Sì, c’erano anche altre difficoltà: circuiti, involucro e cateteri primitivi. Il vero tallone d’Achille dei pacemaker, tuttavia, erano le batterie.

È passato un anno da quando, in Italia, il primo sistema di stimolazione intracardiaco Micra TPS è stato impiantato nel corpo di un paziente. Attualmente sono circa 35 i centri autorizzati ad eseguire l’impianto in Italia di questa tecnologia leadless, un’utile alternativa alla cardiostimolazione convenzionale in pazienti selezionati. Le evidenze presentate ai Cardiostim 2016, confermano i dati di sicurezza ed efficacia riscontrati e riconoscono il sistema Micra TPS come una delle tre best innovation rilasciate dall’industria.

La centralità e autonomia del paziente con insufficienza cardiaca,  la multiprofessionalità nei modelli di cura diagnostico-assistenziale e il ruolo della figura dell’infermiere per una migliore qualità della gestione della malattia in un’ottica di empowerment del paziente. Se ne discusso nelle sessioni infermieristiche del congresso dell’ANMCO che si è tenuto recentemente a Rimini.

Intervista video a Fabrizio Ammirati, Direttore UOC Cardiologia presso l’Ospedale G.B. Grassi di Ostia (Roma), chairman dell’Area Interazione cuore-cervello dell’AIAC.

Lo studio delle relazioni che intercorrono tra corpo e mente sta prendendo piede la teoria polivagale di Porges che trova applicazioni in diversi ambiti delle medicina, non da ultimo in Cardiologia.

Intervista a Emanuele Bertaglia, Clinica Cardiologica, Azienda Ospedaliera di Padova.

Come raccomandato dalle linee-guida, nelle gestione peri-procedurale dei pazienti in terapia anticoagulanti orali è prioritario stabilire il livello di urgenza della manovra e soppesare attentamente il rischio emorragico e quello tromboembolico, per valutare sulla base di questi se si rende necessaria la sospensione della terapia anticoagulante e il bridging con terapia sostitutiva. I nuovi anticoagulanti orali presentano dei vantaggi come è stato al XIII Congresso AIAC all’interno di una sessione moderata da Emanuele Bertaglia sulla gestione chirurgica del paziente aritmico.

Intervista a Gabriele Giannola, Cardiologia e Aritmologia, Ospedale San Raffaele – G. Giglio di Cefalù.

La riuscita della CRT dipende da diversi fattori che non dipendono solo dall’esperienza dell’operatore. In primis è essenziale la selezione sulla base di criteri clinici, elettrocardiografici, ecocardiografici e con RMN del paziente che può beneficiare di questa terapia. Entrano poi in gioco altre variabili procedurali che influenzano la risposta della terapia di resicronizzazione e che sono stati oggetto di confronto al XIII Congresso AIAC in una sessione dedicata ai quesiti ancori aperti sulla CRT.

Intervista video a Roberto De Ponti, Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese, Università degli Studi dell’Insubria, e Giuseppe Picciolo, AOU Policlinico G. Martino di Messina, Task force sito web dell’AIAC.

Le tachicardie ventricolari rappresentano un argomento di grande attualità al quale il XIII Congresso AIAC ha dedicato una sessione “Tecnica ed end-points dell´ablazione delle tachicardie ventricolari”. Come dimostrato in lettura l’ablazione rappresenta un’opzione terapeutica efficace nel ridurre le recidive aritmiche nei pazienti portatori di ICD e nel migliorare gli outcome in termini sia di qualità di vita sia di sopravvivenza.

Intervista video a Luca Santini, UOC di Cardiologia, Ospedale GB. Grassi di Roma.

Internet, wifi e social media stanno rivoluzionando il rapporto medico-paziente generando e condividendo grandi di informazioni digitali sulla salute. Grazie a un approccio informato il paziente assume un ruolo sempre più attivo nel percorso di diagnosi e di cura. Ma non sempre un paziente informato è un paziente ben informato.

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