Intervista video a Renato Ricci, UOC Cardiologia, Ospedale San Filippo Neri, Roma.

La somma delle evidenze degli studi randomizzati controllati e dei registri dimostra che un semplice sistema di follow up remoto e ancor di più il monitoraggio remoto dei dispositivi cardiaci impiantabili si traduce in benefici sia clinici sia gestionali ed economici. “L’aderenza al modello clinico organizzativo proposto da AIAC permette di ridurre il tempo impiegato per la gestione dei paziente. Tutto questo in assoluta sicurezza senza eventi avversi”, ricorda Renato Ricci, chairman dell’Area Telecardiologia dell’AIAC, riassumendo la serie di vantaggi di sistemi di monitoraggio remoto di pazienti cardiologi con impianto di ICD, CRT-D e pacemaker.

Un grande trial randomizzato IN-TIME ha dimostrato una riduzione della mortalità per tutte le cause a un anno di follow up nei pazienti scompensati con ICD o CRT-D a monitoraggio remoto. E l’analisi di grandi registri statunitensi hanno evidenziato un beneficio in termini di aumentata sopravvivenza di circa il 50 per cento in tutte le popolazioni studiate, compresi i pacemaker.

Quindi tanto maggiore è la connessione del paziente, tanto maggiore è il beneficio misurabile in termini di migliore qualità della vita e sopravvivenza del paziente e migliore gestione delle malattia. “Tutto questo porta a delle raccomandazioni molto forti chiaramente esplicitate nelle linee-guida. Il nostro compito ora è di implementarle nella pratica clinica”, commenta Ricci.

“Alla luce delle evidenze e della raccomandazioni delle società internazionali la conclusione è unica: il monitoraggio remoto dei dispositivi impiantabili è ormai lo standard per la cura di questi pazienti e come tale dovrebbe essere offerto a tutti i pazienti. Dobbiamo organizzarci per tradurre tutto questo nella pratica clinica. È una sfida importante che potremo vincere.”

 

 

Negli ultimi giorni di agosto, si è tenuto a Roma il meeting scientifico più grande ed influente nel panorama della cardiologia internazionale, il Congresso della Società Europea di Cardiologia, richiamando più di 33 mila professionisti da tutto il mondo. Highlight del congresso la presentazione delle quattro nuove linee guida sulla fibrillazione atriale, le dislipidemie, la prevenzione del rischio cardiovascolare e lo scompenso cardiaco acuto e cronico.

Cari Colleghi,

ho il piacere di comunicarvi che, dopo molti sforzi e grazie alla perseveranza nell’inseguire l’obiettivo, con delibera della Giunta Provinciale di Trento del 13 giugno 2016 (allegata) in Trentino è stata inserita nel Nomenclatore delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale la voce “Controllo remoto di pazienti portatori di pacemaker, defibrillatori e loop recorder” (massimo 4 controlli/anno – codice 89.48.2 – tariffa 25,55 euro).

Speciale ESC 2016. Intervista video a Giuseppe Boriani, Presidente AIAC, Ospedale di Modena.

Al Congresso dell’ESC, Giuseppe Boriani ha presentato i risultati dello studio MORE-CARE (MOnitoring Resynchronization dEvices and CARdiac patiEnts) pubblicati in contemporanea sullo European Heart Failure. Si tratta di uno studio randomizzato internazionale sul monitoraggio remoto che ha arruolato circa 900 pazienti affetti da scompenso cardiaco trattati mediante terapia di resincronizzazione cardiaca. Il nostro paese ha avuto un ruolo di primo piano tenuto che conto che più della metà dei pazienti sono stati arruolati nei centri italiani.

Speciale ESC 2016. Intervista video a Barbara Casadei, Oxford University, ESC President-Elect 2016-2018.

Sarà la prima donna a ricoprire l’incarico di Presidente della Società europea di cardiologia. Come è stata la prima donna a diventare Full Professor in Medicina cardiovascolare all’Università di Oxford dove era arrivata dopo la laurea in medicina e chirurgia all’Università di Pavia. Barbara Casadei si è affermata nella comunità medico scientifico per le sue ricerche sul substrato molecolare delle cardiopatie e per i suoi trial clinici sullo scompenso cardiaco e sulla fibrillazione atriale.

Speciale ESC 2016. Interviste video a Stefano Benussi, Divisione di Chirurgia Cardiovascolare, University Hospital Zurich, e a Paulus Kirchhof, Institute of Cardiovascular Sciences, University of Birmingham, UK.

Il congresso dell’ESC 2016 ha visto i riflettori accesi sulle nuove linee guida europee sul trattamento della fibrillazione atriale che per la prima volta sono state sviluppate da un team multidisciplinare formato dalla collaborazione dell’ESC, dell’European Heart Rhythm Association (EHRA), dell’European Association for Cardio-Thoracic Surgery (EACT) e dell’European Stroke Organisation (ESO).

E proprio la multidisciplinarità è una delle più rilevanti novità introdotte nel documento aggiornato sulla base delle nuove evidenze e nelle nuove esigenze nelle relazioni di cura.

Speciale ESC 2016. Intervista video a Giuseppe Boriani, Presidente AIAC, Ospedale di Modena.

Cinque giorni di session scientifiche su 150 topic cardiovascolari, 500 expert session, 30.000 operatori sanitari di 140 Paesi presenti: sono questi i numeri dell’ESC 2016 che si è tenuto a Roma.

Ogni congresso è un’occasione importante di scambio di informazione e di aggiornamento. E il congresso internazionale della Società europea di Cardiologia ha un valore importante per i colleghi aritmologi , commenta Giuseppe Boriani.

Conoscere le varie tappe della storia della Cardiologia ci induce a riflettere su cosa sarebbe oggi la nostra professione senza il contributo delle grandi menti del passato e ci fa pensare al grande lavoro che si cela dietro ogni nostro gesto quotidiano  aiutandoci a vivere con maggiore consapevolezza e gratitudine il presente.

I primi pacemaker erano scarsamente affidabili, soluzioni temporanee per una ristretta cerchia di pazienti, i quali, in alcuni casi, si offrivano alla sperimentazione, come nel caso del primo impianto di pacemaker nel 1958 a Stoccolma.

Il problema principale dei pacemaker negli anni Sessanta era la precarietà della fonte di energia. Sì, c’erano anche altre difficoltà: circuiti, involucro e cateteri primitivi. Il vero tallone d’Achille dei pacemaker, tuttavia, erano le batterie.

È passato un anno da quando, in Italia, il primo sistema di stimolazione intracardiaco Micra TPS è stato impiantato nel corpo di un paziente. Attualmente sono circa 35 i centri autorizzati ad eseguire l’impianto in Italia di questa tecnologia leadless, un’utile alternativa alla cardiostimolazione convenzionale in pazienti selezionati. Le evidenze presentate ai Cardiostim 2016, confermano i dati di sicurezza ed efficacia riscontrati e riconoscono il sistema Micra TPS come una delle tre best innovation rilasciate dall’industria.

La centralità e autonomia del paziente con insufficienza cardiaca,  la multiprofessionalità nei modelli di cura diagnostico-assistenziale e il ruolo della figura dell’infermiere per una migliore qualità della gestione della malattia in un’ottica di empowerment del paziente. Se ne discusso nelle sessioni infermieristiche del congresso dell’ANMCO che si è tenuto recentemente a Rimini.

Pagina 4 di 18« Prima...23456...10...Ultima »

Sondaggi AIAC

Survey monitoraggio remoto

Strumenti

Associazioni di farmaci con i nuovi anticoagulanti orali

AIAC community

Attività di ricerca