RI-AIAC è un progetto che l’AIAC propone a tutti i suoi associati e a tutti i centri di elettrostimolazione italiani. Si tratta di un progetto composito che include un questionario e una survey.

Lo scopo è valutare la prevalenza dei fattori di rischio infettivo nei pazienti impiantati con un dispositivi cardiaci elettronici impiantabili (CIED) in Italia, valutare il tipo di profilassi antibiotica pre-operatoria ed intra-operatoria attualmente utilizzata in Italia, e valutare la percentuale di infezioni CIED nei 12 mesi successivi all’ultima procedura CIED.

Probabilmente il rischio residuo di ictus in pazienti con fibrillazione atriale in terapia anticoagulante potrebbe non essere dovuto al fallimento della terapia ma piuttosto a un rischio di ictus basale che è indipendente dall’aritmia e delle condizioni ad essa associate.

Diverso invece il discorso sulla mortalità. Queste in sintesi le conclusione di uno studio di coorte pubblicato in anteprima online sul JAMA Cardiology a firma di Ben Freedman della University of Sydney e colleghi.

Cari soci,

con piacere annunciamo che è prossimo l’avvio dello studio FACT, uno studio osservazionale sulla fibrillazione atriale che l’AIAC ha organizzato in collaborazione con ANCE – Cardiologia italiana del territorio.

Il progetto mira a creare una collaborazione diretta fra i cardiologi del territorio e gli aritmologi dell’AIAC, mirando con l’ausilio di specifici software a ottimizzare la gestione del paziente con fibrillazione atriale.

In un incontro che si è tenuto al Senato della Repubblica, l’Associazione Dossetti, in collaborazione con l’AIAC, ha voluto sottolineare ancora una volta come basterebbe una semplice revisione dei DRG per il rimborso delle procedure di monitoraggio remoto, fermi al 1996, per riuscire a ottenere quel risparmio che oggi si ricerca con i tagli delle prestazioni a svantaggio dei cittadini.

Il monitoraggio remoto dei dispositivi ha molteplici vantaggi che si traducono in una migliore efficienza e sostenibilità del sistema salute: facilitano la gestione del follow-up dei pazienti con dispositivo medico impiantabile, sostituendo la visita periodica ambulatoriale, inoltre portano vantaggi correlati sia all’aspetto clinico monitorando frequentemente il ritmo cardiaco per diagnosticare in anticipo episodici aritmici e intervenire tempestivamente in caso di ictus. I benefici economici non sono secondari a quelli clinici: monitoraggio remoto significa riduzione delle visite non necessarie, permettendo allo staff di focalizzare le proprie energie sui pazienti più compromessi. E inoltre, abbattimento dei costi sociali e diminuzione delle ospedalizzazioni.

Da anni il mondo della Cardiologia si interroga sulla ratio dei mancati rimborsi DRG per queste procedure di monitoraggio da remoto, stante lo straordinario apporto in termini di risparmio e di qualità della prevenzione.

Come ribadito all’incontro organizzato dall’Associazione Dosetti con l’AIAC, in un’ottica di miglioramento dell’efficienza dell’assistenza sanitaria, sarebbe opportuna una revisione del nomenclatore tariffario, riforma da tempo auspicata dagli attori del panorama della salute, anche per questa procedura. Il rimborso delle prestazioni di monitoraggio remoto potrebbe essere introdotto a costo zero, senza destinare risorse aggiuntive, semplicemente equiparandolo al controllo di pacemaker o defibrillatore ambulatoriale. In questo modo la spesa globale per i follow up di molti pazienti verrebbe ridotta, con un conseguente recupero di risorse.

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Il cryoballoon raggiunge l’obiettivo di non inferiorità nello studio di confronto diretto FIRE AND ICE presentato il 4 aprile durante la late-breaking session al 65° Congresso dell’American College of Cardiology e pubblicato contemporaneamente su The New England Journal of Medicine (1). La crioablazione è risultata paragonabile per sicurezza ed efficacia all’attuale tecnologia di riferimento per l’ablazione. 

Quest’anno il tema centrale del Congresso nazionale AIAC è stato l’approccio aritmologico al paziente complesso, dalla diagnosi alla terapia e monitoraggio. Si è dato ovviamente spazio anche al paziente pediatrico, con cardiopatie congenite o non, che per definizione è un paziente complesso. Diverse e interessanti sono state le presentazione e gli abstract che hanno riguardato più ambiti dell’Aritmologia pediatrica e complessità della nostra pratica clinica.

Tutte le sessioni accreditate del XIII Congresso AIAC sono anche online. Le registrazioni audio sincronizzate con i powerpoint degli interventi sono disponibili in questa pagina!

AIAC 2016 su web: le relazioni

In caso di arresto cardiaco extra-ospedaliero secondario ad aritmie ventricolari refrattarie allo shock, il ricorso ad antiaritmici, quali l’amiodarone e la lidocaina, può migliorare il successo della defibrillazione. Gli effetti, ancora poco noti, di questi farmaci sulla sopravvivenza peri-ospedaliera e gli outcome neurologici al momento della dimissione sono stati oggetto di studio di uno studio presentato al 65esimo Congresso dell’American College of Cardiology e pubblicato sul e pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine (1)

Il rischio di sviluppare fibrillazione atriale nel periodo post-operatorio cardiochirurgico si aggira intorno al 20-50%. Non esistono evidenze certe riguardo alla strategia da preferire (controllo della frequenza versus controllo del ritmo cardiaco) per migliorare gli outcome a breve e lungo termine di tali pazienti. Uno studio recente, presentato all’ACC 2016 e pubblicato sul New England Journal of Medicine prova a far luce sui reali benefici e le possibili complicanze legati a questi due approcci terapeutici.

È oggi fruibile in un webinar di 60 minuti l’Expert Consensus Statement “On Remote Interrogation and Monitoring of Cardiovascular Implantable Electronic Devices” della Heart Rhythm Society (HRS).

Il webinar – accessibile da questa pagina – è gratuito per i membri HRS e dà diritto a crediti formativi (è previsto un contributo per i non membri HRS).

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