Un nuovo interessante progetto promosso dal gruppo di lavoro EHRA Young si sta concretizzando, siamo quindi ad invitare una partecipazione attiva e di rilievo da parte dell’AIAC e dei Centri di Aritmologia italiani.

Il progetto, intitolato “International Observership Exchange Program“, prevede per l’appunto l’implementazione di un networking europeo a fini educativi. L’obiettivo è di creare un gruppo di Centri europei disposti ad ospitare, come observer, dei giovani cardiologi dell’EHRA, per un periodo di 1-2 settimane, in Centri con particolari competenze in ambito aritmologico di ricerca di base, clinica o interventistica.

Il tema della responsabilità professionale e della medicina difensiva è tema di estrema complessità poco noto alla maggior parte dei colleghi medici che si interessano alla materia solo se vengono coinvolti personalmente in vicende di richiesta di risarcimento o denuncia ed è stato oggetto di discussione e di intenso lavoro negli ultimi mesi. A fine gennaio la Camera ha approvato il disegno di legge che disciplinerà la responsabilità professionale di medici e operatori sanitari nel nostro Paese.

Un’analisi condotta dall’AIAC in collaborazione di Assobiomedica mette in luce importanti criticità nell’attuale sistema di rimborso delle procedure elettrofisiologiche. Criticità insite nell’attuale sistema di DRG (Diagnosis Related Groups) “che , da un lato, ostacolano l’esecuzione di procedure terapeutiche giudicate costo-efficaci e, dall’altro, favoriscono potenziali comportamenti opportunistici (come, ad esempio, la durata della degenza in funzione del diverso rimborso associato ai diversi regimi di ricovero). Dal quadro che abbiamo ampiamente discusso, emerge un utilizzo inappropriato delle risorse del Sistema Sanitario Nazionale con conseguente riduzione della qualità e dell’efficienza del servizio di cura erogato.” 

La paralisi del nervo frenico è un’evenienza rara ma possibile durante posizionamento di elettrocateteri per stimolazione e defibrillazione cardiaca definitiva attraverso accesso venoso succlavio. Uno studio pubblicato sulla rivista Europace ne valuta incidenza, cause e decorso clinico.

La perforazione cardiaca è una delle complicanze più temibili dell’impianto di elettrocateteri a fissazione attiva. Uno studio recente pubblicato su Europace ha valutato l’incidenza di tale complicanza: a maggior rischio i pazienti più anziani, di sesso femminile o in cui l’elettrocatetere ventricolare destro sia posizionato in sede apicale.

Il 28 gennaio, con 307 sì, 84 no e 12 astenuti la Camera ha approvato il disegno di legge sulla responsabilità professionale dei medici e operatori sanitari, che passa ora all’esame del Senato. Soddisfatto Federico Gelli deputato e responsabile nazionale Sanità del Partito democratico, relatore del decreto di legge: “Si tratta di un passaggio fondamentale e innovativo che ha visto unite più forze politiche”.

Il Presidente dell’AIAC, Gianluca Botto, invita caldamente i colleghi a partecipare alla grande survey europea CRT II dedicata alla resincronizzazione cardiaca lanciata ad ottobre dall’European Heart Rhythm Association e l’Heart Failure association

In vista delle imminenti elezioni AIAC si comunicano i nominativi dei candidati alle elezioni del Consiglio Direttivo Nazionale AIAC 2016-2018.

Le elezioni si terranno via web nelle tre settimane prima del Congresso (dal 8 al 28 febbraio 2016).

Il seggio telematico sarà raggiungibile dalla home page del sito dell’AIAC con modalità che verranno comunicate prossimamente.

Si ricorda ai soci che per votare è necessario essere già in regola con i pagamenti delle quote AIAC del 2016 e degli anni precedenti.
 
 
 

Uno studio pubblicato sulla rivista Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology valuta il rischio di fibrillazione atriale e la mortalità a lungo termine nei pazienti con sindrome di Wolff-Parkinson-White. A maggior rischio di fibrillazione atriale i pazienti sottoposti ad ablazione transcatetere, che tuttavia presentano un tasso di mortalità inferiore a quello dei pazienti non sottoposti ad ablazione.  

Uno studio italiano pubblicato sulla rivista Europace prende in esame la complicanza dell’ostruzione venosa dopo impianto di dispositivi cardiaci. A rischio maggiore i pazienti sottoposti ad impianto di CRT e di ICD in prevenzione secondaria.

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