Le laminopatie costituiscono un gruppo di patologie ereditarie rare, clinicamente eterogenee, accomunate da mutazioni del gene lmna che codifica per la pre-lamina A e per la lamina C, i principali componenti della lamina nucleare della membrana nucleare interna. Alcune di queste patologie sono di natura cardiologica e aritmologica.

Esiste una marcata discrepanza fra i pazienti reali e quelli arruolati nei trial clinici, che generalmente tendono ad escludere o rappresentare in maniera insufficiente la popolazione anziana per una serie di motivi, quali la presenza di comorbidità o il deterioramento cognitivo. Tali limiti metodologici si possono riscontrare anche nei principali trial clinici che riguardano l’ablazione transcatetere della tachicardia ventricolare. Uno studio recente, pubblicato su Europace, ha valutato la sicurezza e l’efficacia dell’ablazione transcatetere della tachicardia ventricolare in una popolazione di pazienti anziani.

Uno studio pubblicato sul Journal of American College of Cardiology sottolinea che i pazienti con fibrillazione atriale beneficerebbero di un programma terapeutico multidimensionale, cioè che non si limiti alla terapia anticoagulante ma si indirizzi alla molteplicità delle comorbidità che frequentemente accompagnano la fibrillazione atriale (1).

AIAC è stata protagonista al Congresso di FederAnziani tenutosi a Rimini dalle 18 al 19 novembre. Lo stand Ritmo OK , dedicato allo screening delle anomalie del ritmo cardiaco, allestito e gestito da AIAC ha riscosso un incredibile successo. Più di 600 persone si sono presentate allo stand (vedi foto) per un rapido controllo del ritmo cardiaco con metodica elettrocardiografica: analisi del tracciato ECG monocanale della durata di un minuto. Il personale volontario si è dedicato a questa attività di screening nell’ ambito di due giornate del Congresso e a loro va il ringraziamento per il prezioso e apprezzato lavoro svolto.

L’iniziativa è stata dedicata in questa occasione ai partecipanti a un convegno di grande richiamo per gli anziani, sempre più desiderosi di informazioni e di partecipare alla gestione della propria salute potendo accedere senza difficoltà alle più valide risorse terapeutiche. La partecipazione di AIAC si è inquadrata, inoltre, nella collaborazione instaurata con associazioni di pazienti e cittadini, nell’ambito del progetto AIAC con NOI.

Il successo ci ha impressionato e stimolato. Riproporremo presto Ritmo OK.

Giuseppe Boriani
Presidente AIAC

Lo stand AIAC con i volontari al lavoro e il Presidente Giuseppe Boriani.

Lo stand AIAC con i volontari al lavoro e il Presidente Giuseppe Boriani.

 

Alcuni dei rappresentanti AIAC al Congresso, di fronte allo stand. Da sinistra: Massimo Zecchin, Maurizio Santomauro, Emanuela Locati, Giuseppe Boriani, Nanni Malavasi, Renato Ricci, Maurizio Landolina.

Alcuni dei rappresentanti AIAC al Congresso, di fronte allo stand. Da sinistra: Massimo Zecchin, Maurizio Santomauro, Emanuela Locati, Giuseppe Boriani, Nanni Malavasi, Renato Ricci, Maurizio Landolina.

Trattare il paziente iperteso con una terapia aggressiva nei mesi precedenti la prevista ablazione della fibrillazione atriale non garantisce un maggior controllo dei valori pressori né un minor rischio di recidive dell’aritmia. È quanto emerge dai risultati dello studio SMAC-AF presentati a New Orleans, all’American Heart Association’s Scientific Sessions 2016.

Secondo le linee guida correnti della Società Europea di Cardiologia (1), l’impianto del defibrillatore sottocutaneo è indicato in classe IIa nei pazienti che non necessitano di pacing anti-bradicardia, terapia di resincronizzazione cardiaca e pacing anti-tachicardia ed in classe IIb nei pazienti giovani, in caso di accesso venoso difficoltoso o come sostituto di un ICD transvenoso in seguito ad infezioni del sistema. Uno studio recente, pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology, ha valutato gli outcome a lungo termine in due popolazioni omogenee di pazienti sottoposti ad impianto di ICD transvenoso o sottocutaneo.

Dall’AHA 2016 e il NEJM i risultati dello studio Pioneer AF-PCI sulle strategie di trattamento per bilanciare  il rischio ischemico con il rischio di sanguinamento nei pazienti con fibrillazione atriale non valvolare sottoposti ad angioplastica coronarica.  

Il 2 novembre, con l’approvazione Commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama, il Ddl 2224 sulla responsabilità professionale del personale sanitario (il cosiddetto “Ddl Gelli”) era passato all’esame dei senatori, prima di tornare alla Camera per il via libera definitivo. Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria dipendente del Ssn hanno espresso un giudizio sostanzialmente positivo nei confronti del provvedimento. 

Recentemente si è svolto a Parma il Congresso nazionale della Società italiana di Cardiologia pediatrica e delle cardiopatie congenite (4-6 novembre) in cui è stato dato ampio spazio ad argomenti aritmologici.

Importante informativa per i soci AIAC: è aperta l’adesione online al censimento commissari per procedure CONSIP.

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