L’AIAC cura il mantenimento di tre Registri:
1. Registro di pacemaker e defibrillatori impiantabili per cardioversione,
2. Registro elettrofisiologia e ablazione,
3. Registro estrazione elettrocateteri.
Oltre a consentire un confronto continuo tra i dati scientifici e la realtà ospedaliera, i Registri sono strumenti importanti per la ricerca sugli esiti. Possono essere utilizzati per valutare l’efficacia dei diversi modell impiantati tenendo conto della pratica clinica reale. In considerazione del fatto che questi dispositivi vengono generalmente immessi sul mercato subito dopo l’acquisizione del marchio CE, con un limitato bagaglio di evidenze di efficacia (effectiveness) e valutazioni costo-efficacia, l’utilizzo dei Registri in questo settore può costituire un prezioso strumento per la valutazione comparativa delle performance dei diversi modelli, nonché della loro frequenza d’uso.
Eraldo Occhetta presenta il Censimento AIAC 2010 dei Centri italiani di Aritmologia e Cardiostimolazione.
L’Associazione ha proposto ai Centri un questionario per raccogliere informazione che descrivono il singolo centro, dal personale sanitario operante nella struttura alle attività svolte. In tutto hanno aderito volontariamente 303 Centri, il 70% circa delle strutture operativi in Italia.
Uno dei compiti dell’AIAC è favorire lo scambio di informazioni scientifiche e promuovere lo sviluppo del settore aritmologico. Grazie ai periodici censimenti, l’Associazione riesce a monitorare l’attività svolta, il personale e l’evoluzione delle attrezzature e procedure nei vari Centri del territorio nazionale.
Nel 2010 l’AIAC ha proposto ai Centri di aritmologia e cardiostimolazione italiani un questionario per raccogliere informazione che descrivono il singolo centro, dal personale sanitario operante nella struttura alle attività svolte. In tutto hanno aderito volontariamente 303 Centri che corrispondono al 70% dei centri operativi in Italia.
I dati raccolti hanno permesso di ottenere una fotografia aggiornata al 2010 dei Centri di aritmologia e cardiostimolazione in Italia. In media ci lavorano 3,1 medici, 6,5 infermieri e 4,9 tecnici. Un dato singolare – che merita una riflessione – è la carenza di medici giovani nell’aritmologie italiane: il 55% dei medici ha più di 45 anni e solo il 15% dei medici ha meno di 35 anni.
Il 74% delle aritmologie italiane risulta avere almeno una sala operatoria dedicata. Il 45% risulta operare in almeno una sala condivisa con altre unità operative. L’83% dei Centri utilizza poligrafi per elettrofisiologia, il 38% poligrafi per il mappaggio elettroanatomico. Il 41% ha a disposizione almeno un apparecchio radiologico fisso, il 76% di almeno un apparecchio radiologico mobile.
Riguardo alle attività svolte, il Censimento evidenzia che gli impianti (ICD, pacemaker, loop recorder) vengono svolti nell’99% dei centri aritmologici italiani, le ablazioni nel 57% e le estrazioni dei impianti nel 19%. I controlli di pacemaker e ICD vengono eseguiti in quasi tutti i centri censiti. L’esame diagnostico del tilt test viene eseguito nel 65% e lo studio elettrofisiologico nel 75% dei centri.
I risultati del censimento: grafici, tabelle e conclusioni (PDF: 1,40 Mb)
Questi in sintesi i dati raccolti nel 2010. Per migliorare il grado di rappresentatività dell’indagine e ottenere una fotografia più accurata della realtà nazionale, l’AIAC chiede ai centri che non sono stati censiti di partecipare all’iniziativa compilando il questionario online.
Per maggiori informazioni
Segreteria AIAC
Laura De la Pierre
tel. 06 42020412 – fax 06 42020037
e-mail: segreteria@aiac.it








