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Troubleshooting

Achille Giardina, Struttura Complessa di Cardiologia Direttore Dr Maurizio Porcu. Azienda Ospedaliera Giuseppe Brotzu, Cagliari, AIAC Sardegna

Marco Cardis, Ingegnere biomedico (settore AICD)

Uno degli aspetti più complessi nel campo dell’elettrostimolazione cardiaca è quello dell’interazione clinico-ingegneristica per la comprensione delle logiche di funzionamento del defibrillatore cardiaco automatico impiantabile (AICD). La collaborazione diviene indispensabile quando si devono analizzare gli elettrogrammi  per la risoluzione dei problemi di sensing degli AICD.

Maurizio Del Greco, Direttore UO Cardiologia dell’Ospedale di Rovereto (Trento), co-chairman dell’Area Raggi Zero AIAC, presenta la tecnica di impianto di CRT con sistema di mappaggio elettroanatomico con minimo uso di fluoroscopia e ridotto uso di mezzo di contrasto. Questa tecnica viene eseguita routinariamente dal 2013 presso il centro di Rovereto.

Giulio Molon, responsabile del Servizio di Elettrofisiologia e Cardiostimolazione dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), presenta con un video la procedura per l’impianto del nuovo loop recorder Reveal LINQTM.

Ederina Mulargia, MD, Sara Vargiu, MD, Stefano Pedretti, MD, Corrado Ardito, MD, Emanuela T. Locati, MD, Maurizio Lunati, MD.

Struttura Complessa di Elettrofisiologia, Dipartimento Cardio-Toraco Vascolare, Ospedale Niguarda, Milano.

Il caso clinico

Un uomo di 47 anni, normoteso, non fumatore, senza familiarità per cardiopatia né per morte cardiaca improvvisa (MCI), nel 2012 venne sottoposto ad accertameti neurologici in seguito all’evenienza di alcuni episodi lipotimici.
Alla luce degli accertamenti effettuati fu posta diagnosi di crisi comiziali complesse e impostata una terapia con levetiracetam senza beneficio. In seguito la diagnosi di epilessia non fu confermata e, per la persistenza dei sintomi, il paziente venne avviato a valutazione cardiologica ambulatoriale.

Guido Rossetti, SC Cardiologia  ASO S. Croce e Carle, Cuneo, AIAC Piemonte e Valle d’Aosta, AIAC Piemonte e Valle d’Aosta.

Con l’uscita del trial BRUISE CONTROL non vi sono più dubbi che l’eseguire l’intervento di impianto di PM/ICD continuando il warfarin risulti in un’incidenza ridotta di ematoma della tasca rispetto al bridging con eparina. Possiamo quindi annoverare l’impianto di devices tra gli interventi che non richiedono la sospensione della terapia anticoagulante, come già avanzato da alcuni (Wysokinski, Circulation 2012; 126: 486-90), e seguire l’algoritmo proposto da Tompkins e Henrikson (J Cardiovasc Electrophysiol 2013; 24: 110-2): sospensione tout-court del warfarin per i pazienti a basso rischio tromboembolico, intervento on-warfarin per quelli ad alto rischio.

Stabilità a lungo termine del catetere per il ventricolo sinistro in un paziente con vena cava superiore sinistra perisitente senza vena innominata

Massimo Zecchin, MD, Silvia Magnani, MD, Marzia Debiasio, MD, Laura Vitali Serdoz, MD, Gianfranco Sinagra, PhD

Struttura Complessa di Cardiologia, Ospedali Riuniti di Trieste, Trieste

 

Il caso clinico

Nel 2007 un uomo di 56 anni affetto da cardiopatia dilatativa, con precedente chiusura di un ampio difetto interventricolare, coronarie nella norma e severa disfunzione ventricolare sinistra (FE 22%) in terapia medica ottimizzata, ci venne segnalato per l’impianto di un device per resincronizzazione cardiaca (CRT-D). Il paziente, in classe NYHA II, presentava un’insufficienza renale lieve e un diabete mellito tipo II. Negava palpitazioni vertigini o sincopi.

Mappaggio non-fluoroscopico ed ablazione a scopia zero di tachicardia atriale ectopica ad origine dalla  vena cardiaca media

Massimiliano Marini1, Fabrizio Guarracini2, Stefano Indiani3, Maurizio Del Greco1

1 Struttura Complessa di Cardiologia, Ospedale S. Chiara, Trento – Italia
2 Dipartimento di Cardiologia, Università degli Studi di L’Aquila, L’Aquila – Italia
3 St. Jude Medical Italia

 

Il caso clinico

Uomo di 38 anni, ciclista sportivo agonista, giungeva presso il nostro ambulatorio aritmologico in merito all’insorgenza da circa 8 mesi di cardiopalmo tachicardico parossistico sintomatico per dispnea e vertigini durante le sessioni di allenamento. Il paziente portava in visione un elettrocardiogramma di superficie eseguito presso l’ambulatorio della sua società sportiva che evidenziava una tachicardia a QRS stretto (FC 150 bpm), con intervallo VA>AV e onda P negativa in D2, D3, AVF, positiva in D1 e AVL ed isodifasica in V1. Nella norma l’obiettività cardiopolmonare, l’ecocardiografia e i principali esami di laboratorio compresa la funzionalità tiroidea. Durante test ergometrico (4° stadio del protocollo Bruce) veniva indotta tachicardia sopraventricolare a QRS stretto (simile a quella clinica) con auto-risoluzione dopo alcuni minuti di riposo.

Giulio Molon, responsabile del Servizio di Elettrofisiologia e Cardiostimolazione dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), presenta ai colleghi la sua procedura per l’impianto di un defibrillatore sottocutaneo. Il video è stato girato interamente nella sua sala operatoria.

Achille Giardina, Struttura Complessa di Cardiologia Direttore Dr Maurizio Porcu. Azienda Ospedaliera Giuseppe Brotzu*, Cagliari, AIAC Sardegna

La sterilità e la prevenzione delle infezioni costituiscono un serio problema anche in Aritmologia. Le complicanze infettive collegate agli impianti di pacemaker e defibrillatori automatici primeggiano tra i problemi da affrontare nel campo dell’elettrostimolazione cardiaca. Ho collaborato a lungo con l’infettivologo Silverio Piro per stabilire delle strategie di prevenzione delle infezioni perioperatorie. Dopo anni di empirismo ho deciso di rivedere la letteratura in materia e realizzare due presentazioni sulle infezioni e la profilassi antibiotica che aiutassero i Colleghi a rivalutare criticamente “consuetudini e rituali” nella loro pratica giornaliera.

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