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Chi dorme non piglia… shock

Pubblicato il 29 marzo 2017

I disturbi respiratori del sonno (SDB) sono responsabili di un aumento del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari ed ictus. Nei pazienti con scompenso cardiaco e bassa frazione d’eiezione, la prevalenza di SDB è elevata; in tali pazienti è stato riportato un rischio aumentato di aritmie ventricolari potenzialmente fatali. Una recente meta-analisi ha valutato il rischio di interventi appropriati del defibrillatore nei pazienti con scompenso cardiaco affetti da SDB.

Lo scompenso cardiaco è un’importante piaga sociale, caratterizzata da un’elevata morbilità e mortalità ed ingenti costi socio-sanitari. Una delle cause di morte più frequenti nei pazienti affetti da scompenso cardiaco e bassa frazione di eiezione è la morte cardiaca improvvisa su base aritmica. In tali pazienti, l’impianto di un cardioverter defibrillatore in prevenzione primaria è responsabile di una riduzione significativa della mortalità globale.

I disturbi respiratori del sonno (SDB: sleep-disordered breathing) sono di frequente riscontro fra i pazienti con scompenso cardiaco, e sono responsabili di un ulteriore incremento della morbilità e mortalità cardiovascolare. Numerosi studi clinici hanno dimostrato che i pazienti con scompenso cardiaco e SDB presentano un rischio significativamente aumentato di sviluppare aritmie ventricolari potenzialmente fatali (1-3). Tali risultati derivano da studi a singolo centro che presentano un numero limitato di pazienti arruolati. In considerazione dell’impatto socio-sanitario di tale osservazione, risulta evidente la necessità di confermare tali osservazioni in studio clinici prospettici multicentrici condotti su gruppi più numerosi di pazienti.

Recentemente, Youghoon Kwon e collaboratori hanno pubblicato sulla rivista Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology una revisione sistematica e meta-analisi per valutare l’impatto dei SDB sull’incidenza di interventi appropriati del defibrillatore impiantabile in pazienti con scompenso cardiaco (4).

Lo studio
Nove studi prospettici di coorte sono stati analizzati, per un totale di 1274 pazienti con scompenso cardiaco e bassa frazione d’eiezione. La prevalenza totale di SDB è stata del 52%. I pazienti con SDB hanno presentato un rischio del 55% più alto di sviluppare terapie appropriate dell’ICD (45% vs 28%; risk ratio, 1.55; 95% confidence interval, 1.32-1.83). In 4 dei 9 studi selezionati si è tentato di identificare la variazione circadiana degli interventi appropriati  del dispositivo. In 2 di essi non sono state riscontrate differenze significative, mentre negli altri 2 studi il rischio di interventi appropriati del defibrillatore fra le 12.00 e le 6.00 AM è stato più alto nei pazienti con SDB rispetto ai pazienti senza SDB. In totale, il rischio di interventi appropriati del defibrillatore è stato maggiore sia fra i pazienti con forme centrali (risk ratio 1.50; 95% confidence interval, 1.11-2.02) che ostruttive (risk ratio 1.43; 95% confidence interval 1.01-2.03) di apnee notturne.

Conclusioni
I pazienti con scompenso cardiaco e bassa frazione d’eiezione, affetti da SDB, presentano un rischio di interventi appropriati del defibrillatore impiantabile significativamente maggiore. Alla luce di tali risultati, diventa necessario identificare i pazienti con scompenso cardiaco affetti da SDB, che pertanto rappresentano una popolazione a più alto rischio di interventi appropriati del defibrillatore e morte cardiaca improvvisa su base aritmica.

Domenico Giovanni Della Rocca, MD
Dipartimento di Cardiologia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Bibliografia

  1. Bitter T, Westerheide N, Prinz C, et al. Cheyne-Stokes respiration and obstructive sleep apnoea are independent risk factors for malignant ventricular arrhythmias requiring appropriate cardioverter-defibrillator therapies in patients with congestive heart failure. Eur Heart J. 2011 Jan;32(1):61-74.
  2. Grimm W, Apelt S, Timmesfeld N, et al. Sleep-disordered breathing in patients with implantable cardioverter-defibrillator. Europace. 2013 Apr;15(4):515-22.
  3. Zeidan-Shwiri T, Aronson D, Atalla K, et al. Circadian pattern of life-threatening ventricular arrhythmia in patients with sleep-disordered breathing and implantable cardioverter-defibrillators. Heart Rhythm. 2011 May;8(5):657-62.
  4. Kwon Y, Koene RJ, Kwon O, et al. Effect of Sleep-Disordered Breathing on Appropriate Implantable Cardioverter-Defibrillator Therapy in Patients With Heart Failure: A Systematic Review and Meta-Analysis. Circ Arrhythm Electrophysiol. 2017 Feb;10(2):e004609. doi: 10.1161/CIRCEP.116.004609.

 

 

 

 


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