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I nuovi anticoagulanti orali in chirurgia

Pubblicato il 28 maggio 2016

Intervista a Emanuele Bertaglia, Clinica Cardiologica, Azienda Ospedaliera di Padova.

Come raccomandato dalle linee-guida, nelle gestione peri-procedurale dei pazienti in terapia anticoagulanti orali è prioritario stabilire il livello di urgenza della manovra e soppesare attentamente il rischio emorragico e quello tromboembolico, per valutare sulla base di questi se si rende necessaria la sospensione della terapia anticoagulante e il bridging con terapia sostitutiva. I nuovi anticoagulanti orali presentano dei vantaggi come è stato al XIII Congresso AIAC all’interno di una sessione moderata da Emanuele Bertaglia sulla gestione chirurgica del paziente aritmico.

Quale profilo di sicurezza abbiamo in chirurgia con i nuovi anticoagulanti orali? La vera differenza tra questi farmaci e gli antagonisti della vitamina k è l’impiego molto diffuso del bridge con eparina? È importante la disponibilità di un antagonista dei nuovi anticoagulanti orali nella gestione delle urgenze chirurgiche? Sarebbe opportuno avere una policy da pubblicare come AIAC sulla gestione degli anticoagulanti nei diversi contesti chirurgici?

 

 


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