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Il guardiano della sleep apnea severa

Pubblicato il 27 aprile 2017

Intervista ad Andrea Mazza dell’UO di Cardiologia, Ospedale S. Maria della Stella, Orvieto. 

È sempre più documentata la relazione tra sindrome delle apnee notturne e recidive di fibrillazione atriale che a loro volta si associano a un aumentato rischio tromboembolico. Nuove evidenze vengono da uno studio italiano, pubblicato sulla rivista Europace, che ha coinvolto 160 pazienti consecutivi con pacemaker di nuova generazione dotato di un sensore che consente la diagnosi di disturbi respiratori nel sonno.  Nel follow up di un anno i casi di sleep apnea severa (≥ 30 episodi per ora di sonno) hanno riguardato il 62% dei pazienti analizzati e quelli di burden di fibrillazione atriale (≥ 6 ore) il 24%.  Ne è emerso che i pazienti con sleep apnea severa avevano un rischio raddoppiato di burden di fibrillazione atriale. L’analisi multivariata ha confermato il disturbo respiratorio quale predittore indipendente di rischio aumentato di FA.

“Certamente l’osservazione di questi dati – spiega Andrea Mazza, primo autore dello studio – deve indurci a prendere le adeguate contromisure allo scopo di contrastare la sleep apnea severa per ridurre l’insorgenza di fibrillazione atriale in questi pazienti con misure diverse che possono andare dalla ventilazione assistita a pressione positiva ai semplici consigli sullo stile di vita, come ad esempio contrastare l’obesità che sappiamo essere associata alla sleep apnea”.

La moderna tecnologia dei dispositivi cardiaci rappresentano una nuova frontiera diagnostica per l’identificazione dell’apnea notturna nei pazienti portatori di pacemaker che sono particolarmente affetti da burden aritmici. Nonostante questo disturbo respiratorio abbia una prevalenza piuttosto elevata spesso non viene diagnostica tempestivamente. Lo screening di questa patologia permette di intervenire con terapie specifiche che possono prevenire lo sviluppo di comorbilità e migliorare anche il quadro clinico cardiovascolare del paziente aritmico che ne affetto.

I prossimi passi saranno quelli di valutare quanto incide la sleep apnea severa sul rischio tromboembolico. “Ma per fare questo – conclude il dott. Mazza – serviranno campioni di pazienti molto più ampi e follow up più lunghi.”

Bibliografia

Mazza A, Bendini MG, De Cristofaro R, et al. Pacemaker-detected severe sleep apnea predicts new-onset atrial fibrillation. Europace euw371. Published: 10 January 2017


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