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NAO e fibrillazione atriale: nuove evidenze, nuove ricerche

Pubblicato il 15 settembre 2017

Temistoclakis_ESC2017

Intervista a Sakis Themistoclakis, cardiologo dell’UOSD Elettrofisiologia ed elettrostimolazione dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre

Sono diversi i trial clinici, conclusi o attualmente in corso, che stanno analizzando gli effetti dei nuovi anticoagulanti orali (NAO) nel trattamento dei pazienti affetti fa fibrillazione atriale. In occasione del Congresso Annuale dell’European Society of Cardiology (ESC) tenutosi a Barcellona a fine agosto, Sakis Themistoclakis ha descritto i risultati più importanti emersi in quest’ambito.

L’ultimo studio randomizzato in ordine temporale è l’EMANATE, focalizzato sul trattamento con apixaban in soggetti con fibrillazione atriale sottoposti a una strategia di cardioversione precoce. “I risultati sono stati ottimi e hanno confermato la sicurezza di questa classe di farmaci”, ha commentato Themistoclakis. “Va precisato che si tratta di studi esplorativi, e quindi non dotati del peso statistico necessario per fare delle valutazioni di non inferiorità, – ha sottolineato – tuttavia non è realistico immaginarsi uno studio del genere su questi pazienti”.

Infine, Themistoclakis si è soffermato sugli studi riguardanti l’ablazione transacatetere fatta senza sospendere gli anticoagulanti orali. “Ormai questo è il gold standard per la procedura”, ha precisato. Diversi trial hanno infatti dimostrato come questa strategia terapeutica non comporti dei rischi in termini di sicurezza.


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