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Nuove conferme dai pacemaker senza fili

Pubblicato il 19 dicembre 2017

PKM

I sistemi tradizionali di pacing sono potenzialmente soggetti a complicanze a breve e lungo termine che interessano la tasca per l’alloggiamento del generatore e gli elettrocateteri. I nuovi sistemi di pacing senza fili permettono di minimizzare od evitare il rischio di tali complicanze. Uno studio recente di Grubman e colleghi, pubblicato su Heart Rhythm, ha analizzato le cause e l’efficacia delle procedure di revisione del dispositivo in una vasta popolazione di pazienti sottoposti a impianto di pacemaker senza fili.

Background

Il pacemaker (PMK) senza fili è una nuova tecnologia che presenta numerosi vantaggi rispetto alla tecnica di impianto transvenoso tradizionale, mirando a evitare le complicanze legate agli elettrocateteri e alla tasca. Le complicanze più frequentemente osservate in un sistema transvenoso sono classificate in complicanze a breve termine e a lungo termine. Le complicanze a breve termine possono interessare il generatore o gli elettrocateteri e includono dislocazione degli elettrocateteri, problemi di connessione elettrica, infezione del sistema e sindrome da PMK. Le complicanze a lungo termine sono generalmente causate da una disfunzione degli elettrocateteri, infezioni della tasca o degli elettrocateteri, deplezione precoce della batteria o malfunzionamento del dispositivo. Il primo impiego di un sistema di pacing senza fili risale al 1970 (1); il prototipo, all’epoca testato in modelli animali, era costituito da una capsula di 8mmx18mm alimentata da una batteria a mercurio e fornita di un sistema di fissazione a barbe. A oggi, l’utilizzo del PMK senza fili è ancora limitato ai pazienti con indicazione all’impianto di PMK monocamerale, sebbene il ricorso alla tecnologia wireless permetterà ben presto di estendere il suo potenziale campo di applicazione anche al pacing bicamerale e biventricolare. Le prime esperienze riportate in letteratura hanno confermato un minor rischio di complicanze; tuttavia, i dati relativi al rischio di revisioni del sistema sono ancora limitati. Uno studio recente di Grubman e colleghi (2), pubblicato su Heart Rhythm, ha riportato la frequenza, le ragioni e il successo della procedura di revisione del sistema di pacing senza fili Micra (Medtronic) in una popolazione di pazienti arruolati nel Pre-Market Micra Transcatheter Pacing Study (3) e nel Micra Transcatheter Pacing System Continued Access Study.

Risultati

In totale, 989 pazienti sono stati sottoposti a impianti di Micra e arruolati nello studio (720 nel trial pre-market e 269 nello studio successivo). Il follow-up medio è stato di 13 mesi, durante il quale è stato necessario eseguire 11 revisioni in 10 pazienti. La definizione di revisione ha incluso l’espianto, il riposizionamento, la sostituzione o la disattivazione del sistema per qualsiasi ragione. In 5 pazienti la revisione è stata eseguita nei primi 6 mesi a causa di un aumento della soglia di pacing (n= 3), un peggioramento dello scompenso cardiaco che ha reso necessario l’impianto di un dispositivo per la resincronizzazione cardiaca (n=1) sindrome da PMK (n=1). Il recupero del dispositivo è stato tentato con successo in 2 casi. Negli altri 5 pazienti la revisione è stata eseguita a più di 6 mesi dall’impianto per peggioramento dello scompenso cardiaco (n=2), sindrome da PMK (n=1), endocardite su protesi valvolare (n=1), deplezione della batteria e concomitante aumento della soglia di pacing (n=1). Il recupero percutaneo del dispositivo è stato tentato in 3 pazienti ma è risultato efficace in un solo paziente. La percentuale di revisioni a 24 mesi è stata del 75% minore nella popolazione di pazienti sottoposti a impianto di un sistema senza fili e, nello specifico, dell’1.4% nel gruppo Micra e del 5.3% nel gruppo di controllo sottoposto ad impianto di PMK transvenoso.

Conclusioni

Il pacing senza fili è un approccio innovativo, introdotto di recente nella pratica clinica come alternativa ai sistemi di pacing transvenoso tradizionali. Sebbene l’uso di PMK senza fili sia ancora adatto alla sola stimolazione monocamerale, l’assenza di elettrocateteri e della necessità di creare una tasca per l’alloggiamento del generatore rendono i PMK senza fili più sicuri, riducendo significativamente il rischio di complicanze a breve e lungo termine. Nel presente studio, il ricorso a PMK senza fili ha determinato una riduzione del 75% delle revisioni del sistema a 24 mesi di follow-up, rispetto al tradizionale impianto di un sistema transvenoso.

Domenico Giovanni Della Rocca
Texas Cardiac Arrhythmia Institute
St. David’s Medical Center (Austin, TX)

Bibliografia

1. Spickler JW, Rasor NS, Kezdi P, et al. Totally self-contained intracardiac pacemaker. Journal od Electrocardiology 1970; 3: 325 – 331.
2. Grubman E, Ritter P, Ellis CR, et al. To retrieve, or not to retrieve: System revisions with the Micra transcatheter pacemaker. Heart Rhythm 2017; 14(12): 1801 – 1806.
3. Reynolds D, Duray GZ, Omar R, et al. A Leadless Intracardiac Transcatheter Pacing System. New England Journal of Medicine 2016; 374: 533 – 541.

 


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