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Scompenso cardiaco

Pubblicato il 11 luglio 2011

Lo scompenso cardiaco, detto anche insufficienza cardiaca, è una sindrome che può avvenire acutamente o, più spesso, cronicamente nel corso di tutte le malattie del cuore rappresentando il loro punto di arrivo. È caratterizzato da una difficoltà del cuore a pompare una quantità di sangue sufficiente per tutti gli organi del corpo.

Spesso il risultato di questo stato da luogo all’accumulo di liquidi a livello dei polmoni (edema polmonare), della cavità toracica (versamento pleurico), dell’addome (ascite) e sotto la cute (edema sottocutaneo). Tutti gli organi del corpo sono coinvolti nella malattia in quanto tutti vengono raggiunti da una quantità insufficiente di sangue e nutrimenti.

Il sintomo più evidente dello scompenso è l’affanno o dispnea, cioè la difficoltà a respirare, che inizialmente si manifesta dopo sforzo. Il soggetto comincia ad avvertire affanno per attività che prima eseguiva senza particolare fatica, quali fare un tratto di strada in salita o una rampa di scale o camminare in piano, portando ad esempio la borsa della spesa; oltre all’affanno può percepire palpitazioni, stanchezza muscolare ed infine gonfiore ai piedi ed alle gambe. Naturalmente, se la malattia progredisce, questi sintomi e segni si possono rendere sempre più evidenti.

Lo scompenso cardiaco è una patologia che può essere efficacemente trattata, consentendo una discreta qualità di vita. E’ in genere opportuno seguire una alimentazione adeguata (poco sale, pasti poco abbondanti ricchi di carboidrati e poveri di grassi, specie animali), ridurre gli sforzi fisici ed in particolare quelli intensi ed improvvisi, mentre è consentita una attività fisica moderata e regolare.

Esistono numerosi presidi terapeutici che permettono di frenare l’evoluzione della cardiopatia, ridurre i sintomi e le complicanze. Tra i farmaci utilizzati vi sono i diuretici per favorire la diminuzione dei fluidi in eccesso, la digitale per rafforzare il muscolo cardiaco (dal momento che questo farmaco dà spesso luogo ad effetti collaterali, bisogna controllarlo periodicamente misurandone le quantità presenti nel sangue), e i vasodilatatori, che aumentando il calibro dei vasi, diminuiscono le resistenze facilitando la funzione di pompa del cuore. Oltre alle medicine è possibile che sia necessario eseguire una terapia chirurgica atta a correggere la patologia di base. Quando gli altri trattamenti non sono sufficienti può essere necessario il trapianto cardiaco.

Negli ultimi anni ha assunto molta importanza la possibilità di trattamento dello scompenso cardiaco con l’impianto di pacemakers particolari detti “biventricolari” che consentono un netto miglioramento della qualità di vita dei pazienti scompensati.


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