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Sport, donne e rischio aritmico

Pubblicato il 22 aprile 2015

Intervista a Luisa Verdile, Istituto di Medicina e Scienze dello Sport, CONI Roma, al XII Congresso AIAC.

La donna nello sport è ancora sotto rappresentata. Su 1952 atleti selezionati per partecipare alle olimpiadi di Pechino e di Londra, solamente il 36% era costituito da donne.

Il comportamento aritmico nelle donne cambia da quello negli uomini? Come ha spiegato Luisa Verdile al Congresso AIAC 2014 non ci sono delle sostanziali differenze di genere per quanto riguarda sia il significato clinico sia la riduzione dell’aritmia con il decondizionamento fisico e le aritmie cardiache indotte dallo sforzo fisico. Anche in queste ultime il comportamento è assimilabile a quello degli uomini: quindi una condizione benigna senza eventi cardiovascolari e sintomi nel corso del follow up.

Il video

30 marzo 2015

 

Altre interviste su donne e aritmie

Anticoagulanti orali e gravidanza. Intervista a Antonio D’Onofrio, UOC Cardiologia, Ospedale Monaldi – AORN dei Colli di Napoli, Vice Presidente AIAC.

Cardiopatie congenite: gravidanza sì o no? Intervista a Gabriele Bronzetti, Servizio di Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica, AO S. Orsola di Bologna.


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