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Telecardiologia: presente o futuro?

Pubblicato il 22 gennaio 2018

Maurizio Landolina

Intervista a Maurizio Landolina, direttore della Struttura Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Maggiore di Crema.

La telemedicina permette, attraverso lo scambio digitale di informazioni, di sostenere e ottimizzare il processo assistenziale a distanza. Ma quali sono le applicazioni più promettenti in ambito cardiologico? Queste rappresentano il presente o il futuro della pratica clinica? Lo abbiamo chiesto a Maurizio Landolina.

“La telecardiologia è sicuramente il presente dal punto di vista tecnologico”, ha spiegato Landolina. In un’ottica di organizzazione, invece, si percepisce ancora l’assenza di un modello che permetta di utilizzare in modo efficace l’enorme quantità di dati prodotti da queste tecnologie. In ambiti specifici tuttavia, spiega il cardiologo, la telecardiologia fa già parte della pratica clinica quotidiana, come ad esempio “nel caso del controllo a distanza dei dispositivi”.

Infine, interrogato sull’importanza della compliance del paziente, Landolina ha concluso sostenendo che questo “deve essere cosciente del fatto che la sua collaborazione è un punto fondamentale per una corretta gestione della telecardiologia”. Chi non ha una sufficiente compliance andrebbe quindi escluso da questo genere di protocolli. “Senza la collaborazione del paziente – conclude il cardiologo – la telemedicina non può funzionare”.


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