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Verso un trattamento upstream della fibrillazione atriale

Pubblicato il 18 settembre 2017

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Un trattamento “upstream” per il controllo del ritmo cardiaco, basato sulla gestione dei principali fattori di rischio cardiovascolare e composto da una combinazione di interventi comportamentali e terapia farmacologica, è sia efficace che sicuro nei pazienti con fibrillazione atriale (FA). Lo sostengono i primi dati dello studio RACE 3, presentati a Barcellona durante il Congresso annuale dell’European Society of Cardiology (ESC). Questi mostrano infatti che l’intervento combinato “upstream” si associa a outcome migliori rispetto al solo trattamento farmacologico.

Lo studio

Nell’ambito del trial RACE 3 un team internazionale di ricercatori ha preso in esame 250 pazienti con recente diagnosi di FA persistente e scompenso cardiaco da lieve a moderato, già schedulati per una cardioversione elettrica. I pazienti sono stati randomizzati per ricevere una terapia convenzionale del controllo del ritmo cardiaco con o senza trattamento upstream basato su quattro fattori di rischio in aggiunta (attività fisica e dieta; terapia con antagonisti recettoriali dei mineralcorticoidi; terapia con statine; terapia connACE-inibitori o sartani). Dopo 1 anno di follow up, il ritmo sinusale era presente nel 75% dei pazienti de gruppo “upstream” e nel 63% dei pazienti del gruppo “convenzionale”. Michiel Rienstra, direttore dell’University Medical Centre di Groningen ha così commentato i risultati: “Non solo questo tipo di approccio si è rivelato più efficace di quello convenzionale, ma la terapia upstream ci ha consentito di ottenere miglioramenti sostanziali in tutti i fattori di rischio CVD interessati”.

Conclusione

“Nella maggior parte dei pazienti, la fibrillazione atriale è in parte causata da comorbilità come ipertensione, scompenso cardiaco, obesità”, spiega Rienstra. “La FA è una patologia progressiva e, nonostante le diverse opzioni farmacologiche a disposizione, il mantenimento a lungo termine di un normale ritmo cardiaco sinusale è assai complicato a causa del rimodellamento strutturale dell’atrio sinistro del cuore. Un trattamento upstream può rallentare questo processo e aiutarci a prevenire la progressione della fibrillazione atriale”.

Fonte
Van Gelder IC. Routine versus aggressive upstream rhythm control for prevention of early atrial fibrillation in heart failure, the RACE 3 study. Presentato al Congresso annuale dell’European Society of Cardiology, Barcellona 26 – 30 agosto 2017.


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