Soluzioni per il trattamento della fibrillazione atriale

COS’È LA FIBRILLAZIONE ATRIALE?

La fibrillazione atriale (AFib) è il tipo più comune di ritmo cardiaco anomalo (o aritmia) e si riscontra in circa 33 milioni di persone in tutto il mondo.1 L’AFib è un battito cardiaco molto veloce e disorganizzato che si verifica nelle cavità superiori del cuore (gli atri). Durante l’AFib, gli atri possono battere tra 350 e 600 volte al minuto, dando la sensazione che tremino (siano quindi in fibrillazione) anziché battere regolarmente. Di conseguenza, il cuore perde la sua capacità di pompare in modo efficiente.

QUALI SONO I SINTOMI DELL’AFIB?

I SINTOMI COMUNI DI AFIB INCLUDONO:

• Battito cardiaco accelerato
• Pulsazioni irregolari
• Sensazione di stanchezza, affaticamento
• Respiro corto
• Problemi durante esercizi fisici e attività normali
• Dolore o pressione al torace
• Stordimento, vertigini e svenimento

Tuttavia, molte persone che soffrono di AFib non presentano questi sintomi esteriormente. Indipendentemente da ciò, chiunque soffra di AFib è a rischio di uno dei suoi effetti collaterali più pericolosi: l’ictus.

A causa dei tremiti irregolari estremamente rapidi degli atri, l’azione di pompaggio del cuore non funziona correttamente e il sangue non viene completamente svuotato dalle cavità del cuore. Ciò può causare accumuli e la formazione di coaguli di sangue. Se un coagulo entra in circolo, può provocare un ictus. Le persone che soffrono di AFib hanno una probabilità CINQUE VOLTE maggiore di avere un ictus rispetto alle persone che non hanno l’AFib.2

FATTORI CHE CONTRIBUISCONO ALL’AFIB:

LE CAUSE DELLO SVILUPPO DELL’AFIB INCLUDONO:
• Malattie cardiache, insufficienza cardiaca e difetti congeniti esistenti
• Ipertensione
• Diabete, obesità o sindrome metabolica
• Ipertiroidismo
• Pneumopatia cronica
• Consumo eccessivo di alcol e stimolanti
• Fumo e consumo di caffeina
• Stress o malattia
• Apnea notturna
• Precedente intervento chirurgico a cuore aperto
• Uso di determinati farmaci

IN CHE MODO IL MEDICO DETERMINA LA PRESENZA DELL’AFIB?

Il primo passo per diagnosticare l’AFib è un’anamnesi accurata e un esame fisico. È importante informare il medico sui sintomi e fornire informazioni su quando sono comparsi, quanto durano e come ci si sente.

Inoltre, il medico può scegliere di effettuare uno o più test. Questi possono includere:

  • ELETTROCARDIOGRAMMA (ECG O EKG)
  • ECG DINAMICO SECONDO HOLTER
  • ESAME DEL SANGUE
  • STUDIO DI ELETTROFISIOLOGIA
  • MONITOR CARDIACO IMPIANTABILE

QUALI OPZIONI TERAPEUTICHE SONO DISPONIBILI?

Gli obiettivi principali di un piano terapeutico per l’AFib sono:

• Controllare la frequenza cardiaca.
• Ridurre il rischio di ictus.
• Controllare i sintomi ripristinando un normale ritmo cardiaco.
• Aiutare a tornare a una vita sana e attiva.

Il medico lavorerà insieme al paziente per sviluppare un piano terapeutico. La terapia prevista dipenderà dalla gravità dell’AFib, dai sintomi e dallo stile di vita. Le opzioni terapeutiche possono essere suddivise in due categorie: SOPPRESSIVA E CURATIVA. Le terapie soppressive agiscono per sopprimere o controllare i sintomi; le terapie curative sono progettate per eliminare la causa della condizione e hanno il potenziale di curare la malattia.

OPZIONI TERAPEUTICHE DISPONIBILI

TERAPIE SOPPRESSIVE

FARMACI PER L’ARITMIA
Anche se l’assunzione di farmaci non cura un’aritmia, può aiutare a controllare una frequenza cardiaca irregolare o ripristinare e/o mantenere un ritmo cardiaco normale. Ad esempio:
• I farmaci antiaritmici come i beta-bloccanti, se usati come prescritto, possono ridurre gli episodi di tachicardia (battito cardiaco accelerato). Possono anche rallentare il tuo cuore durante un episodio.
• Se si soffre di AFib, il medico può prescrivere farmaci per fluidificare il sangue al fine di ridurre il rischio di formazione di coaguli che possono causare un ictus.

CARDIOVERSIONE ELETTRICA
Gli episodi occasionali di AFib possono essere trattati elettricamente con una procedura chiamata cardioversione. Durante la procedura, viene erogata una scarica elettrica al cuore per arrestare l’AFib e ripristinare un normale ritmo cardiaco. La procedura viene eseguita in ospedale e sotto anestesia.
PROCEDURE CON DISPOSITIVI
Pacemaker (che trattano ritmi lenti o irregolari) o defibrillatori cardiaci impiantabili (ICD, che trattano ritmi pericolosamente veloci) hanno funzioni speciali progettate per aiutare i pazienti che soffrono di AFib. Come per tutte le opzioni di gestione dell’AFib, la terapia basata sul dispositivo deve essere monitorata regolarmente dal medico.

TERAPIE POTENZIALMENTE CURATIVE

ABLAZIONE CARDIACA
Il medico accede al cuore attraverso un vaso sanguigno. Un catetere (un tubo lungo e orientabile) entra nel vaso e viene posizionato nel cuore, dove vengono utilizzati dispositivi diagnostici per determinare l’area del cuore da trattare. Il medico utilizza il catetere per ablazione per applicare energia al tessuto cardiaco bersaglio
isolando l’area dal resto del cuore prevenendo episodi di AFib.

COME FUNZIONA L’ABLAZIONE TRANSCATETERE

Esistono molti tipi diversi di aritmie
Un metodo disponibile per diagnosticare e curare un’aritmia è lo studio EP e l’ablazione. Uno studio EP può aiutare a determinare l’origine dell’aritmia di un paziente e può indicare la potenziale risposta del paziente alla terapia. La precisione e l’accuratezza estrema nei test EP sono fondamentali per fornire una diagnosi accurata ai pazienti con aritmia.

Durante uno studio EP, un medico inserisce nel cuore diversi cateteri, che sono tubi lunghi e orientabili, dotati di fili ed elettrodi multipli. Questi cateteri vengono inseriti nel cuore attraverso i vasi sanguigni vicino all’inguine del paziente. Questi cateteri raccolgono le informazioni elettriche dall’interno del cuore e visualizzano poi questi dati su diversi monitor per essere visualizzati dal medico.

Una volta diagnosticata l’aritmia, il medico determinerà la migliore strategia di trattamento per l’ablazione.

Durante una procedura di ablazione, un catetere applica energia ad alta frequenza all’interno del cuore, creando una lesione o una cicatrice. Di conseguenza, questo tessuto non è più in grado di condurre o sostenere l’aritmia.

RISCHI DELL’ABLAZIONE TRANSCATETERE

Dato che una procedura di ablazione transcatetere richiede che il medico inserisca i cateteri nel corpo, esistono dei rischi che includono:
• Gonfiore o lividi nei punti in cui sono stati inseriti i cateteri
• Infezione
• Danni al cuore o ai vasi sanguigni
• Danni al sistema elettrico del cuore; in tal caso, il medico potrebbe dover impiantare un pacemaker
• Effetti collaterali dell’anestesia, che possono variare e dipendere da una serie di fattori relativi allo stato di salute
Prima di sottoporsi alla procedura, è necessario consultare il proprio medico in merito ai rischi.

QUALI SONO I VANTAGGI DELLA PROCEDURA DI ABLAZIONE
TRANSCATETERE?

• La procedura è minimamente invasiva.
• Può interrompere in modo permanente i fattori scatenanti l’aritmia cardiaca; molti pazienti non richiedono ulteriori terapie.
• Per alcuni pazienti, comporta la sospensione dell’uso a lungo termine di farmaci per fluidificare il sangue.
• Il recupero è relativamente veloce; la maggior parte dei pazienti lascia l’ospedale dopo uno o due giorni e riprende le normali attività pochi giorni dopo la procedura.

Queste informazioni sono intese come una panoramica generale. L’esperienza può variare da paziente a paziente.
È necessario consultare il proprio medico in merito alle specifiche relative al proprio caso.

RECUPERO IMMEDIATO DOPO L’ABLAZIONE TRANSCATETERE

Dopo la procedura, il team medico sposterà il paziente in un’area di recupero. A seconda delle condizioni, il paziente potrebbe essere dimesso e tornare a casa lo stesso giorno della procedura oppure potrebbe essere necessario un ricovero in ospedale per un periodo più lungo. Il medico può prescrivere la fluidificazione del sangue o altri farmaci da
assumere per un periodo di tempo dopo la procedura. È importante ricordare che il proprio medico è la migliore fonte di informazione su cosa aspettarsi durante il processo di recupero immediato.

  1. High Blood Pressure, AFib and Your Risk of Stroke. (n.d.). High Blood Pressure, AFib and Your Risk of Stroke. [online] Recuperabile sul sito: https://www.heart.org/en/health-topics/atrial-fibrillation/why-atrial-fibrillation-af-or-afibmatters/ high-blood-pressure-afib-and-your-risk-of-stroke

Questa sezione è realizzata in collaborazione con Abbott.
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