Dalla letteratura

La navigazione con CARTO-UNIVU

Sicurezza e riduzione delle dosi di radiazioni ionizzanti, a cui sono esposti pazienti e operatori, con il nuovo software CARTO-UNIVU nell’ablazione di diverse forme di aritmie cardiache. L’esperienza di un singolo centro sulla rivista Europace.

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Cryoballoon e radiofrequenza a confronto

Uno studio condotto in Belgio mette a confronto gli esiti clinici dell’isolamento circonferenziale delle vene polmonari mediante ablazione con radiofrequenze e con crioenergia. I risultati a un follow up di un anno su Europace.

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Quando l’ECG basale suggerisce il rischio di morte improvvisa

Sul Giornale Italiano di Cardiologia un’interessante rassegna esplora il ruolo diagnostico e predittivo dell’ECG nelle principali patologie aritmogene ereditarie, quali la sindrome del QT lungo e corto, la sindrome di Brugada e la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro. Una tecnologia a basso costo che permette spesso di estrapolare le informazioni più importanti per l’inquadramento dei pazienti e la loro gestione clinica.

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Prevedere il rischio di infezioni dei device

Dallo studio PREDICT-SAB come calcolare il rischio individuale di infezione del pacemaker o defibrillatore impiantabile di pazienti con batteriemia da Staphylococcus aureus. Il modello sulla rivista Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology.

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Rip&Rid: il Bollettino 2013

Sul Giornale Italiano di Cardiologia il Bollettino periodico di Rip&Rid - il Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori dell'AIAC - con tutti i dati relativi all’anno 2013. Vengono presentati i dati riguardanti le principali indicazioni all’impianto di PM o ICD e la tipologia dei PM-ICD impiantati, in base ai dati provenienti dai centri italiani collaboranti.

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Impianto di ICD: un giorno non vale l’altro

Eseguire l’impianto del defibrillatore cardiaco nelle ore pomeridiane e serali o nel fine settimana si associa a un più alto rischio di complicanze o di degenze ospedaliere più lunghe. È quanto emerge da uno studio osservazionale statunitense pubblicato sull’American Heart Journal.

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Gestione della cardiomiopatia aritmogena

La diagnosi e la terapia della cardiomiopatia aritmogena rimangono una importante sfida della moderna Cardiologia: come sottolineano Alessandro Zorzi e colleghi dell'Università di Padova sul Giornale Italiano di Cardiologia, è necessario fare ancora molti progressi per capire la genetica, la patobiologia e la storia naturale della malattia. Sono necessari studi prospettici a lungo termine su ampie popolazioni di pazienti che dimostrino l’efficacia della terapia.

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Fibrillazione atriale e ictus cerebrale silente

Secondo una revisione pubblicata sugli Annals of Internal Medicine la fibrillazione atriale potrebbe raddoppiare il rischio di infarto cerebrale silente. Ma non è chiaro se la terapia anticoagulante previene i piccoli infarti cerebrali.

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RE-LY: solo piccole correzioni?

A fine settembre, in una lettera al NEJM, gli investigator di RE-LY chiariscono che una revisione dei dati ha cambiato di poco gli esiti dello studio sulla sicurezza del dabigatran. In questi giorni sono stati pubblicati i risultati di nuove analisi sulla sicurezza del nuovo anticoagulante.

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Un difficile quesito: CRT-D o CRT-P?

In assenza di tachiartimie ventricolari la normalizzazione della frazione di eiezione del ventricolo sinistro può essere considerata un’indicazione al downgrading da CRT-D a CRT-P al momento dell’esaurimento della batteria. Nuove evidenze dall’ultima analisi post hoc di MADIT-CRT pubblicata sulla rivista Circulation.

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Partecipa alla nuova survey AIAC sulla CRT

La survey "Terapia di resincronizzazione cardiaca: selezione del paziente, programmazione della procedura e tecnica di impianto" è proposta dall’Area AIAC dedicata alla CRT.

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Focus On AIAC sulla sleep apnea. Online le slide dei relatori

È ora possibile accedere a una selezione delle diapositive presentate nel corso dei tre seminari Focus on AIAC sulla sleep apnea, tenutosi nel mese di gennaio a Bologna, Napoli e Reggio Calabria.

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Gli albori della profilassi tromboembolica nella fibrillazione atriale

Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta l’efficacia e la sicurezza della terapia anticoagulante orale nella fibrillazione atriale non erano ancora noti. Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 1990 è stato uno dei primi a dimostrarne l'efficacia. Un articolo di Pietro Palmisano.

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