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L'AIAC per il paziente… informato

Disponibili online i modelli di consenso informato prodotti dall'AIAC per fornire al paziente informazioni  chiare e adeguate e per garantire ai medici la necessaria serenità nel fornire le cure . Questi documenti hanno inoltre il valore di uniformare le procedure di consenso in tutti i Centri aritmologici italiani. I moduli - redatti da una Task Force dedicata, presieduta da Andrea Campana - sono stati presentati e distribuiti al IX Congresso nazionale dell'AIAC.

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Palpitazioni tra inappropriatezza e rischio clinico

Quattro casi emblematici presentati al IX Congresso nazionale AIAC a Pisa. Le palpitazioni sono un sintomo di riscontro molto frequente ma, ad una alta prevalenza, non corrisponde una altrettanta elevata qualità nella gestione del malato. A giudizio di Roberto De Ponti, cardiologo dell'Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese, alla base del problema è la scadente raccolta anamnestica effettuata dal clinico sia nel setting della medicina generale, sia in Pronto soccorso:

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Gare pacemaker e ICD: trasparenza… e omogeneità

Pubblicate le linee guida per la formulazione di Gare di acquisto di pacemaker e defibrillatori impiantabili. Le raccomandazioni sono frutto del lavoro svolta da una Task force dedicata dell'AIAC coordinata da Michele Accogli.

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Le malattie cardiovascolari: l'impegno italiano

In Italia le malattie croniche non trasmissibili (MCNT) sono ritenute responsabili, per il 2010, del 92% dei decessi totali registrati, in particolare le malattie cardiovascolari (41%), i tumori (29%), le malattie respiratorie croniche (5%) e il diabete (4%). Così si apre un'interessante rassegna sintetica sul Bollettino Epidemiologico Nazionale, nella quale tre esperti di punta - tra cui il direttore, Stefania Salmaso - del Centro Nazionale di Epidemiologia fanno il punto sulle strategie di contrastomalle malattie croniche.

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Accesso aperto al sapere

I due Editor della rivista Circulation: Cardiovascular Quality and Outcome hanno offerto le pagine del loro periodico alla causa della Open Science. Harlan M. Krumholz e John S. Spertus hanno dato a Peter C. Gøtzsche, Joseph S. Ross, Richard Lehman e Cary P. Gross la possibilità di spiegare le ragioni per cui il libero accesso ai dati della ricerca è una condizione imprescindibile per garantire la migliore assistenza al paziente.

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Mappare i defibrillatori salva la vita

Il consenso sull'importanza di una più capillare disponibilità di defibrillatori è in costante aumento. Ma, una volta ben distribuiti sul territorio, non sarebbe altrettanto importante rendere nota la loro posizione? È quello che si sono chiesti - dando ovviamente una risposta positiva - dei medici di Emergenza di Filadelfia che hanno avviato il lavoro a quella che hanno definito la AED-map (Automated-External Defibrillators). La novità più curiosa, però, è nel modo col quale hanno voluto costruire questa "cartina": attraverso una corsa non competitiva che ha coinvolto i cittadini, la MyHeartMap Challenge.

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Rischio di fibrillazione atriale e artrite reumatoide

I pazienti con artrite reumatoide hanno un rischio del 40 per cento più elevato di fibrillazione atriale (FA) e del 30 per cento maggiore di ictus, rispetto ad una popolazione di confronto libera da malattia. "In base alle evidenze ottenute, dovrebbe essere prevista una valutazione cardiovascolare annuale dei pazienti sofferenti di artrite reumatoide, che includa lo screening di FA", ha dichiarato il primo autore Jesper Lindhardsen

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Aggiornate le linee guida canadesi sulla fibrillazione atriale

La Canadian Cardiovascular Society ha aggiornato le proprie linee guida sulla gestione della fibrillazione atriale. L'update è stato reso necessario, ha dichiarato Allan Skanes (University of Western Ontario, London, Canada), dai risultati dei trial ROCKET-AF, ARISTOTLE e PALLAS pubblicati lo scorso anno. “Each of these large randomized trials provided clear results with major implications for AF management,” hanno sottolineato gli autori.

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Voti dei pazienti e outcome clinici

I giudizi dei pazienti sulle strutture ospedaliere coincidono – in modo forse inaspettato ‒ con le valutazioni obiettive della performance delle stesse, almeno in Gran Bretagna. Lo rivela uno studio pubblicato dagli Archives of Internal Medicine.

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