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Crioablazione e recidive precoci della Fibrillazione Atriale

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Nei pazienti sottoposti a isolamento delle vene polmonari mediante crioablazione le recidive precoci di Fibrillazione Atriale sono un evento raro. Sono stati pubblicati su Europace i risultati di una ricerca condotta nel contesto del progetto 1STOP, da cui è emerso che questi eventi costituiscono tuttavia  il predittore più forte di una recidiva di malattia a lungo termine (1).

I ricercatori hanno preso in considerazione 3.681 pazienti consecutivi sottoposti a isolamento delle vene polmonari mediante crioablazione (età media: 59,9 ± 10,5 anni), il 26,5% dei quali di sesso femminile e il 74,3% affetti da Fibrillazione Atriale parossistica. Le recidive precoci dell’aritmia, rilevate durante e dopo un periodo di banking di 3 mesi e della durata di almeno di 30 secondi, sono state registrate in 316 pazienti (8,6%). I predittori più rilevanti dello sviluppo di queste recidive precoci sono risultati essere la presenza di una Fibrillazione Atriale persistente e un numero di farmaci antiaritmici testati uguale o superiore a 2.

Dopo un follow up medio di 16,8 ± 16,4 mesi, 923 pazienti (25%) avevano avuto almeno una recidiva della Fibrillazione Atriale. La percentuale di pazienti liberi da recidive a 24 mesi è risultata pari al 25,7% nel gruppo di soggetti andati incontro a una recidiva precoce e al 64,8% nel gruppo in cui ciò non si era verificato (p < 0,001). Da un’analisi propensity score è infine emerso che le recidive precoci verificatesi entro il primo mese dopo l’ablazione rappresentano il predittore più forte di recidive a lungo termine (0 = 0.042).

Bibliografia

1. Stabile G, Iacopino S, Veralto R, et al. Predictive role of early recurrence of atrial fibrillation after cryoballoon ablation. Europace EP 2020; 0: 1–7.

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