Notizie e commenti

Crioablazione, sicura ed efficace anche nei pazienti obesi

crioablazione obesi

Anche nei pazienti obesi l’isolamento delle vene polmonari mediante crioablazione risulta essere una procedura sicura ed efficace. È quanto emerge dai risultati di un’analisi italiana condotta nell’ambito del progetto 1STOP, pubblicati su Pacing and Clinical Electrophysiology (PACE), i quali mostrano come un’indice di massa corporea (BMI) elevato non si associ a outcome peggiori (1).

Sono stati inclusi nell’analisi 2.048 pazienti consecutivi con fibrillazione atriale sottoposti a procedura di l’isolamento delle vene polmonari mediante crioablazione, i quali sono stati suddivisi in tre coorti sulla base del BMI: soggetti con peso normale (BMI < 25 kg/m2; n = 693, 34%), sovrappeso (BMI = 25-30 kg/m2; n = 944, 46%) e obesi (BMI > 30 kg/m2; n = 411, 20%). Dai risultati è emerso che i pazienti sovrappeso e obesi erano più spesso affetti da fibrillazione atriale persistente, ipertensione , diabete e sono risultati associati a un CHA2DS2-VASc score più elevato e a un numero maggiore di trattamenti anti-aritmici falliti. Non sono emerse differenze tra i tre gruppi, invece, in termini di complicanze peri-procedurali e percentuale di pazienti liberida recidive della fibrillazione atriale a 12 mesi, risultata pari al 76,4% nella coorte di soggetti con peso normale, al 79,2% in quella dei soggetti sovrappeso e al 73,5% in quella dei soggetti obesi (p = 0,35). Un dato questo confermato anche dai risultati di un’analisi multivariata, i quali hanno messo in evidenza come il BMI non costituisca un predittore delle recidive nei pazienti sottoposti a procedura di l’isolamento delle vene polmonari mediante crioablazione.

“I nostri dati mostrano, per la prima volta e differentemente da quanto riportato utilizzando la radiofrequenza, che non vi è una ridotta efficacia della procedura con l’aumento dell’indice di massa corporea”, afferma Daniele Malaspina dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano. “Questo nonostante nei pazienti con BMI elevato vi fosse un maggior numero di persistenti. Conseguentemente è ragionevole ipotizzare che l’uso della crioablazione possa essere preferibile nei pazienti obesi”.

Bibliografia

1. Malaspina D, Brasca F, Iacopino S, et al. Cryoablation for Pulmonary Veins Isolation in Obese Patients with Atrial Fibrillation Compared to Non-Obese Patients. PACE 2020; in press.

Ultimi articoli

RI-AIAC: obiettivi, novità e implicazioni cliniche dei risultati dello studio

Pubblicati sul Journal of Personalized Medicine i risultati del RI-AIAC, registro multicentrico, prospettico osservazionale sulle infezioni dei CIED. Abbiamo chiesto al Professor Giuseppe Boriani, direttore di AIAC Ricerca, qual è l'importanza di questo registro promosso dall'AIAC e quali sono le implicazioni cliniche dei suoi risultati.

Leggi

Defibrillatore indossabile: evidenze, esperienze e nuove potenzialità d’uso

Terapia ormai consolidata negli Stati Uniti e in molti paesi Europei, il defibrillatore indossabile (WCD)…

Leggi

Rischio di morte non improvvisa nei pazienti portatori di ICD: sottoanalisi del registro OBSERVO-ICD

Pubblicati i risultati di un'analisi che ha valutato l’accuratezza e l’utilità dello score MAGGIC (Meta-Analysis Global Group in Chronic Heart Failure) nei pazienti con scompenso cardiaco e ridotta frazione di eiezione sottoposti ad impianto di ICD.

Leggi