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Aspettando AIAC 2018, la parola ai Presidenti

In vista del XV Congresso nazionale dell’AIAC, in programma dal 12 al 14 aprile 2018 a Bologna, abbiamo rivolto alcune domande al Presidente AIAC Giuseppe Boriani e al Presidente del Comitato Scientifico del XV Congresso Renato Pietro Ricci in merito alle attività e iniziative previste.

Il tema principale del Congresso, come già anticipato, sarà Fibrillazione atriale e scompenso cardiaco. “Queste due patologie sono considerate le ‘epidemie’ nel nostro tempo, – ha spiegato il Presidente Boriani – esse rappresentano un impegno considerevole per l’aritmologo e richiedono a quest’ultimo di interfacciarsi con altri specialisti, dai medici internisti agli esperti di emodinamica e di ecocardiografia”. Il Congresso nazionale è quindi un’occasione per tutti gli operatori che hanno a che fare con questi pazienti di contribuire alla creazione di percorsi di cura adeguati e migliorare l’offerta terapeutica a disposizione. Si tratta inoltre di un momento fondamentale per discutere e commentare le evidenze scientifiche più recenti e definire l’agenda di ricerca dei prossimi mesi. “Negli ultimi due anni sono emerse novità significative, – ha aggiunto il Prof. Ricci – sia per quanto riguarda l’inquadramento diagnostico che le raccomandazioni cliniche e la disponibilità di nuovi approcci tecnologici. Si pensi allo sviluppo della telemedicina e alle opportunità che questa offre nell’ambito della diagnosi precoce della fibrillazione atriale, della prevenzione su larga scala dell’ictus tromboembolico e della gestione dello scompenso cardiaco”.

I medici, gli infermieri e i tecnici, tuttavia, non saranno gli unici protagonisti del XV Congresso dell’AIAC. Dopo la sessione di presentazione tenutasi nella scorsa edizione, ad esempio, si terrà quest’anno il primo incontro operativo tra le associazioni di pazienti che hanno aderito all’iniziativa AIAC con NOI “La sessione di quest’anno sarà focalizzata sulle innovazioni che le specifiche associazioni ritengono più importanti e analizzerà le strategie più efficaci per convincere i decisori pubblici a investire su queste tecnologie. Si tratta di un argomento ambizioso in cui è giusto che i pazienti abbiano voce”, ha sottolineato il Prof. Boriani. Anche per quanto riguarda le figure degli infermieri e dei tecnici, il Congresso offrirà numerose sessioni e attività. “Quest’anno il programma per infermieri e tecnici è stato ulteriormente implementato, – ha spiegato il Prof. Ricci – in particolare per quanto riguarda le sessioni pratiche. Queste saranno due, anziché una soltanto, e saranno finalizzate alla presentazione di casi clinici, di tracciati, di studi elettrofisiologici e di dati relativi alla programmazione e al controllo dei dispositivi, con particolare riferimento alle diagnostiche più complesse”.

Diverse, inoltre, le attività indirizzate ai giovani aritmologi ed elettrofisiologi. Oltre ai premi “Andrea Puglisi” e “Simone Reggiani”, sono previste molte opportunità per chi si è avvicinato da poco a questo mondo o vi si sta avvicinando. “Ad esempio, ci sarà più spazio per le migliori comunicazioni, – ha spiegato il Prof.Ricci – le quali verranno trasformate in relazioni ufficiali nelle sessioni programmate. La presentazione delle comunicazioni orali avrà poi un formato nuovo, più moderno e caratterizzato da una forte interattività con l’audience (anche grazie a tecnologie di tipo informatico)”. Infine, per quanto riguarda la tradizionale lettura magistrale a chiusura del Congresso, essa sarà affidata al Prof. Giuseppe Oreto e tratterà il tema dell’elettrocardiografia a trent’anni dalla scomparsa di Leo Schamroth, uno dei grandi maestri dello studio di questa metodica diagnostica. “Anche dopo oltre cent’anni dalla sua scoperta l’elettrocardiografia rimane un punto di riferimento per il cardiologo, – ha concluso il Presidente Boriani – e il Prof. Oreto ha contribuito in modo fondamentale alla diffusione delle conoscenze relative all’elettrocardiografia  in Italia”.

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