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Stimolazione hisiana, stato dell’arte e prospettive

“Mano a mano che si sono ampliate le nostre conoscenze di fisiopatologia ed elettrofisiologia legate al sistema di conduzione anche il campo di applicazione del pacing hisiano si è ampliato”. Intervistato in occasione del XVI Congresso nazionale dell’AIAC, Francesco Zanon – responsabile del Servizio di Elettrofisiologia Interventistica e Cardiostimolazione dell’Ospedale di Rovigo – ha fatto il punto sulle caratteristiche e le indicazioni relative a questo tipo di stimolazione e sui possibili sviluppi futuri.

“Quello che si è visto attualmente è che anche i disturbi di conduzione legati a blocchi prossimali dell’His possono essere bypassati attraverso la stimolazione a valle della sede del blocco, in maniera diretta o in maniera indiretta attraverso il cosiddetto catodo virtuale”. Questo, ha sottolineato Zanon, ha permesso di ampliare le indicazioni a tutti i casi di bradicardia.

Secondo il cardiologo quello che manca ora è un trial randomizzato che metta la parola definitiva sulla superiorità della stimolazione del fascio di His rispetto a quello tradizionale. “A parer mio il pacing hisiano dovrebbe essere la first-line therapy, il primo tentativo di terapia”, ha sottolineato. In futuro, poi, questa tecnica potrebbe essere utilizzata, in forma pura o combinata, anche per correggere quei disturbi di conduzione per cui è attualmente indicata la CRT.

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