Notizie e commenti

Aritmie e morte improvvisa nell’infezione COVID-19

Dalla letteratura

L’infezione da COVID-19 può indurre un danno miocardico e un quadro di insufficienza cardiaca che possono essere complicate da aritmie, spesso gravi. Sono inoltre descritti casi di miocardite fulminante. In uno studio cinese che valutava pazienti ospedalizzati a Wuhan per infezione da COVID-19, il 17% dei pazienti presentava un innalzamento dei livelli ditroponina e il 23% dei pazienti sviluppava un quadro di insufficienza cardiaca. In un altro studio condotto sempre in Cina, su 187 pazienti ospedalizzati per infezione da COVID-19 veniva valutato l’impatto prognostico del coinvolgimento cardiaco in corso di infezione da COVID-19. Complessivamente, il 35,3% dei pazienti aveva una problematica cardiovascolare preesistente e il 27,8% dei pazienti mostrava un danno miocardico documentato da un aumento dei livelli di troponina. La mortalità intraospedaliera era del 7,6% nei pazienti senza cardiopatia sottostante e livelli normali di troponina, del 13,3% nei pazienti con cardiopatia sottostante e livelli normali di troponina, del 37,50% nei pazienti senza cardiopatia sottostante ma con livelli di troponina elevati e del 69,4% nei pazienti con cardiopatia sottostante e troponina elevati. Durante il ricovero, i pazienti con elevati livelli di troponina avevano un rischio più alto di presentare aritmie maligne, tra cui tachicardia/fibrillazione ventricolare. In un altro recente rapporto di Wuhan, il 16,7% dei pazienti con COVID-19 ricoverati in ospedale ed il 44,4% dei pazienti ricoverati in terapia intensiva presentavano aritmie.

Le aritmie sono quindi una manifestazione cardiaca molto comune nei pazienti con infezione da COVID-19. I sintomi possono variare da semplici palpitazioni fino all’arresto cardiaco. Le aritmie sono probabilmente la conseguenza del danno miocardico diretto o possono verificarsi come conseguenza del disordine metabolico, ipossia, alterazioni neuro-ormonali o stress infiammatorio nel contesto della viremia acuta. L’insorgenza di un’aritmia maligna in presenza di marcatori cardiaci elevati può essere indice di una miocardite sottostante. Poiché l’ipossia e le anomalie elettrolitiche che possono facilitare l’insorgenza di aritmie sono comuni nella fase acuta della malattia, soprattutto nei quadri più gravi, l’esatto rischio aritmico dei pazienti con quadri meno gravi e dei pazienti in fase post-acuta èattualmente sconosciuto. La stratificazione del rischio aritmico a lungo termine dei pazienti che nella fase acuta della malattia hanno presentato episodi di aritmie maligne è fondamentale per una loro corretta gestione (monitoraggio ECG prolungato, impianto di ICD, uso del defibrillatore indossabile), soprattutto se persiste nel tempo una disfunzione ventricolare sinistra secondaria all’infezione.

Pietro Palmisano

Bibliografia§
Kuck KH. Arrhythmias and sudden cardiac death in the COVID-19 pandemic. Herz 2020 Apr 24. doi: 10.1007/s00059-020-04924-0.

Ultimi articoli

Impatto della pandemia COVID-19 sull’uso del monitoraggio remoto in Italia: la survey AIAC

Sul Journal of Clinical Medicine sono stati pubblicati i risultati della survey AIAC sull'impatto della pandemia COVID-19 sulla diffusione del monitoraggio remoto dei dispositivi cardiaci impiantabili e della telecardiologia in Italia.

Leggi

ICD temporaneo esterno come terapia ponte nei pazienti sottoposti ad espianto di ICD per infezione

Sono stati pubblicati su Pacing and Clinical Electrophysiology i risultati di un’esperienza multicentrica italiana sull'efficacia e la sicurezza di un ICD temporaneo esterno come terapia ponte nei pazienti sottoposti ad espianto di ICD per infezione.

Leggi

Gestione dell’esposizione radiologica in elettrofisiologia in Italia: la survey AIAC

I risultati di una survey a diffusione nazionale promossa dall’Area “Raggi Zero” dell’AIAC sulla gestione dell’esposizione radiologica in elettrofisiologia in Italia sono stati recentemente pubblicati sul Journal of Cardiovascular Medicine.

Leggi