Notizie e commenti

Crioablazione e radiofrequenza nei pazienti con tachiaritmie sopraventricolari

Dalla letteratura

L’ ablazione con radiofrequenza (RF) delle tachicardie sopraventricolari (SVT) è una procedura ben consolidata pur se gravata da un potenziale rischio di determinare un danno alle strutture del sistema di conduzione. Il rischio di provocare blocchi atrio ventricolari (AVB) che necessitino di un impianto di pacemaker permanente è dello 0.7%  nelle procedure di ablazione per tachicardie da rientro nodale (AVNRT) e dello 0.3% per le procedure di ablazione di via accessoria. La crio-ablazione, invece, si caratterizza per una minor incidenza di AVB ma allo stesso tempo, talora, è gravata da un tasso più elevato di recidive aritmiche. Pertanto, l’uso combinato della crio e della radiofrequenza nelle procedure di ablazione sta divenendo di gran utilizzo al fine di migliorare la sicurezza e l’efficacia procedurale.

Lo studio

Lo scopo dello studio pubblicato recentemente sul Journal of Cardiovascular Electrophysiology da Miyamoto et al. (1) è stato di valutare gli effetti di un approccio combinato costituito dalla crioablazione e dalla radiofrequenza sugli outocomes delle procedure di ablazione nei vari tipi di SVT. Sono stati retrospettivamente arruolati 54 pazienti (età media: 38±17 anni; 59% di sesso maschile) sottoposti ad un approccio ablativo combinato. La crio-ablazione è stata eseguita in 26 pazienti con via accessoria settale, in 14 pazienti con AVNRT, in 7 pazienti con tachicardia atriale (AT) ed in 7 pazienti con tachicardia ectopica giunzionale (JET). Il tempo procedurale e il tempo di fluoroscopia è stato di 365±144 minuti e 60±36 minuti, rispettivamente. Il tempo medio di erogazione della crio-energia è stato di  1.307±1.078 secondi ottenuto con l’utilizzo di un catetere 4 mm in 29 pazienti, 6 mm in 23 ed 8 mm in 2. La procedura è stata efficace in 41 pazienti (76%), mentre un’ablazione con RF, eseguita nello stesso sito dopo crio-ablazione inefficace, è stata necessaria al fine di eliminare l’aritmia in 6 pazienti (11%).

La letteratura riporta un successo procedurale nell’83% dei pazienti con SVT (91% per AVNRT; 69% per AVRT e 67% per ablazione del nodo AV nei pazienti con fibrillazione atriale) e un successo a lungo termine dopo 6 mesi del 91% nei pazienti in cui la procedura era stata efficace in acuto (2). Nello studio in esame, invece, il successo procedurale è stato dell’85% per le AP settali, del 93% per AVNRT, del 71% per AT e del 100% per JET, includendo le forme ablate efficacemente dopo una crio-ablazione eseguita con inefficacia. La libertà da SVT a 30 giorni dopo la procedura è stata, invece, del 78% e non ci sono state differenze nella ricorrenza tra le diverse forme: 69% per AP settali, 93% per AVNRT, 71% per AT e 86% per JET.

L’ablazione è stata eseguita in 54 pazienti al livello del setto dell’atrio destro (RA) per ridurre il rischio di danno al sistema di conduzione: in caso di un approccio combinato non efficace per aritmie ad origine dalla porzione superiore del setto del RA, è stata eseguita una ablazione con radiofrequenza o una crio-ablazione a livello della cuspide non coronarica, cuspide coronarica destra o all’atrio di sinistra con efficacia in 4 pazienti (7%). Dei 54 pazienti in cui il sito era vicino al fascio di His o alla via rapida, 12 pazienti (22%) hanno sviluppato un AVB di grado variabile transiente durante la procedura. Tuttavia nessun paziente ha avuto la necessità di un pacemaker permanente. L’unica complicanza si è verificata in un paziente sottoposto ad ablazione di AP a causa di una trombosi venosa profonda. 

Conclusioni

I dati emersi dalla studio in esame hanno sottolineato come un approccio combinato tra crioablazione ed ablazione con radiofrequenza è clinicamente efficace nell’eliminare le aritmie che originano da strutture vicine al sistema di conduzione nei pazienti sottoposti ad ablazione di SVT al fine di evitare un danno anatomico permanente al sistema di conduzione stesso.

A cura di Germana Panattoni

Bibliografia

1. Miyamoto M, Kapa S, Mulpuru SK, et al. Outcome of combined cryo‐ and radiofrequency‐catheter ablation in patients with supraventricular tachycardias. Journal of Cardiovascular Electrophysiology 2019; https://doi.org/10.1111/jce.14068.
2. Friedman PL, Dubuc M, Green MS, et al. Catheter cryoablation of supraventricular tachycardia: Results of the multicenter prospective “frosty” trial. Heart rhythm. 2004;1:129-138

 

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