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Diagnosticare la fibrillazione atriale con uno smart device, è possibile?

Dalla letteratura

La fotopletismografia (PPG) è una tecnologia che ha avuto un ampio impiego negli smartphone e nei dispositivi indossabili a scopo di fitness. Recentemente, però, diversi studi hanno indagato la sua capacità di effettuare diagnosi di fibrillazione atriale (FA). Tra questi, lo Huawei Heart Study (1), il quale ha studiato la possibilità di realizzare uno screening della FA tramite rilevatori PPG presenti sugli smart watch e una corrispondente app che elaborasse i dati da cellulare. Oltre a riportare l’incidenza dei casi in cui è stata confermata la diagnosi i ricercatori hanno, inoltre, comunicato le percentuali di coloro che, dopo un accurato follow up, hanno ricevuto terapia anticoagulante.

Lo studio

Previa la firma del consenso informato, chiunque avesse più di 18 anni e potesse utilizzare uno smartphone e uno smart watch per almeno 14 giorni ha potuto partecipare allo studio. Inizialmente 246.541 persone hanno scaricato l’app. Tra il 26 ottobre 2018 e il 20 maggio 2019 solo 187.912 individui hanno, però, usato il corrispettivo dispositivo wearable per la rilevazione dei dati. I segnali pletismografici venivano raccolti ogni 10 minuti e proprio in base a tale frequenza gli autori dello studio hanno affermato che “le misure prese sono molto più frequenti rispetto a quelle dell’Apple Heart Study che rilevavano il polso ogni 2 ore per poi passare a una frequenza di 16 minuti in caso si fosse rilevato un polso irregolare. I dati raccolti con il nostro studio hanno permesso una migliore rilevazione della FA rispetto all’Apple Heart Study”.

L’86,7% dei partecipanti erano uomini e l’età media era di 35 anni. La fascia d’età è però aumentata negli step successivi  dello studio (p per trend  < 0,001): 424 individui hanno ricevuto notifica di sospetta FA  (età media di 54 anni, 87,0% uomini) e di questi 262 sono stati sottoposti a un accurato follow up con raccolta di anamnesi, esame obiettivo e ECG o un monitoraggio di 24h con Holter. Hanno ricevuto conferma della diagnosi 227 persone, per cui il valore predittivo positivo per la PPG è stato del 91,6% (CI: 91,5%-91,8%). La diagnosi di FA è stata più comune nei soggetti con un’età superiore ai 65 anni, con un’incidenza dell’1,70% (CI: 1,31%-2,19%) per poi andare sempre più a diminuire col diminuire dell’età:  55-64 con 0.92% (CI: 0,73%-1,16%), 40-54 con 0,14% (CI: 0,11%-0,18%) e 18-39 con 0,03% (CI: 0,02%-0,29%). Il 79,6% dei partecipanti a cui è stata confermata la diagnosi di FA hanno ricevuto terapia anticoagulante. Indipendentemente dallo smart device adoperato si è registrata una specificità approssimativa del 99%, una sensibilità del 100% e un’accuratezza superiore al 99%.

Conclusioni

In generale lo studio ha registrato una buona riuscita, motivo per per cui i ricercatori pensano che questo approccio possa avere un ottimo impiego futuro per la diagnosi precoce di FA, grazie a un monitoraggio costante e poco invasivo fatto comodamente da casa.

Bibliografia

1. Guo Y, Wang H, Zhang H, et al. Mobile photoplethysmographic technology to detect atrial fibrillation. Journal of the American College of Cardiology 2019; 74(19): 2365-75.

 

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