Notizie e commenti

Follow-up in remoto dei CIED: implicazioni organizzative e consumo di risorse

Dalla letteratura

Le attuali linee guida raccomandano il follow-up in remoto per tutti i pazienti con dispositivi cardiaci impiantabili e l’emergenza COVID-19 ha reso tale servizio ancora più necessario. Allo stato attuale delle conoscenze non è però noto quale sia il modello organizzativo più funzionale né quali e quante risorse siano necessarie. Il documento AIAC uscito sul Journal of CardiovascularMedicine (1) nel marzo 2020 propone un modello organizzativo per la gestione di tali pazienti ed introduce il concetto di CIED’S Team. Presso la Cardiologia di Rovereto questo modello organizzativo, incentrato di base su di un ambulatorio infermieristico, è stato implementato fin dal 2016 ed in un recente studio pubblicato sul Journal of Cardiovascular Medicine (2) sono stati analizzati i flussi operativi e le relative risorse associate.

Modello organizzativo: ogni paziente è stato assegnato a uninfermiere esperto, formato e dedicato. Sono state realizzate delle procedure interne per la gestione delle diverse problematiche. E’ stato individuato per ogni turno un medico elettrofisiologo di riferimento ed è stato riorganizzato l’ambulatorio, creando degli spazi “on demand” per la gestione dei pazienti con problematiche riscontrate al monitoraggio remoto.

Risultati: Durante il 2016 e il 2017, tutti i pazienti sottoposti a follow-up attivo presso il centro sono stati inclusi nel servizio. A dicembre 2018, 2024 pazienti erano in follow-up attivo presso il centro, di questi, il 93% era monitorato a distanza secondo il protocollo stabilito. Ilnumero di trasmissioni era: 5,3 / anno a paziente per i pacemaker, 6,0 / anno a paziente per defibrillatori e 14,1 / anno a paziente per i looprecorder. Il 21% di tutte le trasmissioni è stato sottoposto a valutazione del medico ma solo il 3% delle trasmissioni ha richiesto una visita in ospedale non pianificata per approfondimenti. Eventi clinici di qualsiasi tipo sono stati rilevati nel 39% delle trasmissioni (figura).

Complessivamente, il carico di lavoro totale degli infermieri è stato di 3596 ore all’anno, equivalente a 1,95 infermieri a tempo pieno. In pratica serve un infermiere dedicato ogni 1000 pazienti circa. Il carico di lavoro totale per i medici è stato invece di 526 ore all’anno, equivalente a 0,29 medici a tempo pieno, cioè servono 0.14 medici ogni 1000 pazienti. Dopo 1 anno di follow-up, la maggior parte dei pazienti ha giudicato positivamente il servizio ad un questionario di gradimento ed ha espresso la propria preferenza per il nuovo approccio. In conclusione un servizio di follow-up remoto di device può essere implementato e gestito in modo efficiente attraverso un modello organizzativobasato su un CIED’S Team composto prevalentemente da personale infermieristico competente e con un impegno medico contenuto.

Massimiliano Maines
Ospedale Santa Maria del Carmine, Rovereto

 

Bibliografia

1. Zanotto G, Melissano D, Baccillieri S, et al. Intrahospital organizational model of remote monitoring data sharing, for a global management of patients with cardiac implantable electronic devices: a document of the Italian Association of Arrhythmology and Cardiac Pacing. J Cardiovasc Med 2020; 21(3):171-181.
2. Maines M, Tomasi G, Moggio P, et al. Implementation of remote follow-up of cardiac implantable electronic devices in clinical practice: organizational implications and resource consumption. J Cardiovasc Med 2020;10.2459/JCM.0000000000001011.

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